martedì 6 dicembre 2016

Tisana allo zenzero

Ecco una tisana ideale per i malanni di stagione: lo zenzero, ricco di proprietà riscaldanti, è in grado di stimolare la sudorazione e la circolazione, è un grande aiuto per attenuare un raffreddore, una tosse e dolori reumatici. Fa bene anche per i problemi di digestione.

Ingredienti per 2 persone 250 ml. di acqua 2 cucchiaini di zenzero 1 cucchiaino di zucchero di canna

Preparazione: Portate l’acqua a ebollizione in un pentolino, spegnete, aggiungete lo zenzero e lasciate in infusione per 3 minuti. Zuccherate e bevete caldo.

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Tisana al coriandolo

Il coriandolo è ricco di proprietà antisettiche, antispasmodiche, carminative e stimolanti. Dovete baciare qualcuno? Questa tisana è un aiuto per l’alito cattivo oltre che per i disturbi digestivi: cura la gastrite e stimola l’appetito.

Ingredienti: 200 ml. di acqua 2 cucchiaini di coriandolo

 PREPARAZIONE Fate bollire l’acqua in un pentolino, quindi gettate il coriandolo e lasciate in infusione 10 minuti.

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Tisana al finocchio

Il finocchio possiede proprietà carminative, antispasmodiche, antibatteriche e antimicotiche; una buona tisana al finocchio può essere d’aiuto contro la digestione lenta e in caso di senso di gonfiore addominale e flatulenza.

Ingredienti: 200 ml. di acqua 2 cucchiaini di semi di finocchio

PREPARAZIONE Portate a ebollizione l’acqua in un pentolino, versatevi quindi i cucchiaini di semi di finocchio e lasciate in infusione 10 minuti, quindi filtrate con un colino e gustate la vostra tisana.un eccessivo consumo di finocchio può portare un’intossicazione alimentare con pericolo di spasmi muscolari.

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Tisana al gelsomino

Il gelsomino ha proprietà sedative, rilassanti, antidepressive, ha un effetto benefico sul sistema nervoso, aiuta a neutralizzare lo stress, infonde energie e attenua la stanchezza; è usato inoltre per alleviare i dolori mestruali.

Ingredienti: 150 ml. di acqua 2 cucchiaini di fiori di gelsomino

 PREPARAZIONE Prendete un pentolino, versatevi l’acqua, fate bollire, quindi spegnete e versatevi i due cucchiaini di fiori di gelsomino; lasciate in infusione 5 minuti, filtrate e bevete.Si può eventualmente addolcire l’infuso in finale con un cucchiaino di miele.

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Tisana al sambuco

La tisana al sambuco rinforza le difese immunitarie, è utile contro la ritenzione idrica, il raffreddore, la tosse e la febbre poiché stimola la sudorazione; i fiori del sambuco hanno inoltre un’attività emolliente e lenitiva sulla pelle: l’applicazione di batuffoli di cotone imbevuti dell’infuso può attenuare il dolore da scottature.

Ingredienti: 150 ml. di acqua 2 cucchiaini di fiori di sambuco

 Preparazione: Fate bollire l’acqua in un pentolino e versatevi due cucchiaini di fiori secchi di sambuco; fate riposare per 5 minuti, quindi filtrate e bevete.

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Tisana al tiglio

Il tiglio è una pianta principalmente portatrice di proprietà rilassanti e calmanti, per cui questa tisana viene particolarmente usata per contrastare stati di ansia e nervosismo; è inoltre un ottimo rimedio contro le coliti spastiche.

Ingredienti: 250 ml. di acqua 2 cucchiaini di fiori di tiglio

 Preparazione: Fate bollire l’acqua in un pentolino, versate quindi i cucchiaini di fiori di tiglio, lasciate in infusione 10 minuti, filtrate e bevete sorseggiando.

Suggerimento Per il consumo di questa tisana, è consigliabile non superare dosi di 3 tazze giornaliere.

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Tisana al timo

Il timo racchiude in sé elevate proprietà antisettiche, antiossidanti e antibatteriche; il suo trattamento in infusione è indicato per i disturbi delle vie respiratorie, in particolare per tosse, pertosse e conseguenti disturbi da raffreddore ma anche contro nausee e coliche.

Ingredienti: 1 tazza di acqua 1 cucchiaino di timo

 Preparazione: In un pentolino fate bollire l’acqua, spegnete il fuoco e versate il cucchiaino di timo. Lasciate in infusione 5 minuti, filtrate con un colino e bevete.

Consiglio Se la tisana viene usata come rimedio ai disturbi precedentemente elencati, è preferibile non zuccherarla.

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Tisana contro la Stipsi


Ingredienti per 1 tazza di tisana Tisana contro la stitichezza Finocchio (Foeniculum vulgare) frutti essiccati 30 gr. Tisana contro la stitichezza Senna (Cassia Acutifolia) foglie 30 gr. Tisana contro la stitichezza Liquirizia (Glycyrrhiza glabra) radici 40 gr.

 PREPARAZIONE Tisana contro la stitichezza Far bollire in un litro d’acqua 50 grammi di miscela erboristica per circa 3 minuti. Lasciare raffreddare e filtrare. Consumare una tazza di decotto lassativo alla sera e al mattino.

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Tisana sgonfiante


Fatevi preparare in erboristeria una miscela con 30 g di quercia marina, 20 g di peduncoli di ciliegia, 20 g di radice di gramigna, 20 g di foglie di betulla, 10 g di foglie di malva. Mettetene un cucchiaio in mezzo litro di acqua bollente, lasciate in infusione per 15 minuti, filtrate, profumate con scorza d’arancia e bevetene una tazza, 2 volte al giorno, lontano dai pasti, per 20 giorni.

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La tisana “magica” che aiuta contro febbre e raffreddore

Molti appena avvertono i primi sintomi di raffreddore, tosse e influenza iniziano a imbottirsi di medicine, ma non c’è bisogno! Oggi vi proponiamo un meraviglioso rimedio naturale a questo tipo di problemi: una tisana antinfluenzale istantanea “La ricetta è molto popolare in america, ma viene dall’Asia, e prevede 3 ingredienti: zenzero, limone e miele.Zenzero e limone sono rimedi classici ricchi di vitamine, sostanze digestive, e antibatteriche. Il miele è un grande alleato della nostra gola e contiene sostanze antibatteriche che leniscono tosse, catarro e apparato digerente. Io l’ho personalizzata aggiungendo qualche frutto di anice stellato (Illicium verum) che aiuta a contrastare i sintomi quali nausea, dolori gastrointestinali e i problemi digestivi, oltre ad essere un forte antiinfiammatorio ed antibatterico (aiuta ad uccidere i virus influenzali). Ha inoltre proprietà espettoranti e aiuta a calmare la tosse. Ma potete tranquillamente omettere questo ingrediente se prendete farmaci, sapete di essere sensibili a questa spezia“.

Ingredienti:
 1 vasetto di vetro sterilizzato da 0,25l 1 pezzetto di zenzero 1 limone bio (si usa anche la buccia) 4 frutti di anice stellato

 Miele fino a riempire il barattolo. (Il miele deve essere liquido, se quello che avete in casa è cristallizzato scaldatelo a bagnomaria e in pochi minuti diventerà tale. Io ho usato un miele di castagno, ma qualunque tipo va bene. Quando lo trovo uso quello di timo, che contiene timolo, un altro principio attivo efficace per combattere tosse e batteri).

 Tagliate il limone a fette sottili ed eliminate i semi e le due estremità. Pelate e tagliate a fettine anche lo zenzero. Dopo aver versato uno strato di miele nel vasetto iniziate a disporre a strati limone, zenzero, anice stellato e di nuovo miele. Il miele deve riempire completamente gli spazi, fate uscire eventuali bolle d’aria spingendo qua e la. Una volta terminato di riempire il vasetto chiudetelo e tenetelo sempre in frigo. Aspettate almeno 3 o 4 giorni prima di utilizzarlo. La buccia del limone contiene pectina, che trasformerà il suo succo, insieme al miele, in una gelatina che a cucchiaini va sciolta direttamente nell’acqua calda (non bollente) quando volete una tisana che vi dia sollievo. 

Fonte: La Fucina

Lettera di Natale per chi Mi Ha Giudicato, Per Chi Mi ha Ferito e per Chi Mi Ha Tradito

Chi ama col cuore non può giudicare gli altri

NON giudicare chi si fida di te … piuttosto accompagnalo come un angelo custode, silente e sincero. 

Nella vita c’è sempre qualcuno che ti ferisce, che ti tradisce, che ti inganna o che, in poche e tristi parole, ti spezza il cuore. A volte, e questo non capita così di rado, quel qualcuno è una persona importante, è una parte della tua vita, è un affetto che sentivi vicino e speravi di conservare per sempre immutato e intangibile.

 La vita ci insegna, però, che nulla è inviolabile, nessuno resta uguale nei sentimenti e nei bisogni, e sempre per ricevere amore occorre dare affetto, perché l’amore è un equilibro che si raggiunge solo nella reciprocità affettiva.

 C’è ancora qualche cosa da dire a chi sembra non amarci più?

 anche le persone e con loro i sentimenti!

 Si cambia perché cambiano le strade della vita … e la vita, per quando si scelga e si orienti, spesso ci costringe a seguire vie sconosciute, a volte buie, non di rado imprevedibili o diverse da qualunque nostra aspettativa.

 Ci sono persone che su quelle vie vorremo incontrare, ma ci sono anche persone che non avremo mai voluto lasciare, persone che non dovrebbero guardarci di schiena mentre andiamo via ma che dovrebbero tenerci la mano, restara al nostro fianco, sostenerci, consigliarci … semplicemente accompagnarci.

 E’ più difficile accompagnare che vivere:

 chi vive cammina e sceglie il passo, la strada, la curva, salta il fosso o ci cade, inciampa e resta a terra o si rialza; chi accompagna non decide ma sta, sta come un angelo che vola silente e più che sussurrare al cuore non può fare.

 Accompagna una madre, accompagna un padre, accompagna un fratello o un amico … chi cade non è l’accompagnatore che nel momento del bisogno ha il duro compito di sostenere; chi sceglie non è l’accompagnatore che ha il difficile ruolo di seguire; chi fa bene o sbaglia non è l’accompagnatore che pure è costretto a soffrire quando non può che constatare una scelta sbagliata. L’accompagnatore, chiunque esso sia, non può e non deve giudicare.

 Il consiglio è cosa ben diversa dal giudizio, il consiglio è un’interpretazione della vita che nessuno può imporre ad un altro.

 Ci sono momenti nella vita di un sentimento a due in cui l’accompagnatore è costretto al silenzio ma sempre, se prova affetto ed ama, deve rendere all’altro la forza del proprio cuore come appoggio e supporto.

 A te che mi hai giudicato, ferito, lasciato mentre andavo per la mia strada …

 … oggi ti chiedo di guardare al mio cammino non per giudicare il mio operato ma per sentire la forza che il mio cuore lascia pulsare in ogni passo.

 Una buona mamma, un buon papà, un buon fratello, un buon amico non si giudicano reciprocamente ma si amano semplicemente e l’amore non dipende dalle scelte o dagli atteggiamenti dipende dal cuore.

 Nella storia personale chi ama col cuore non può giudicare gli altri ma solo sopportarli sinceramente.


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mercoledì 30 novembre 2016

LA DIETA DEI 22 GIORNI : PER PERDERE 10 CHILI …ECCO IL MENU’


Tutti pazzi per la dieta dei 22 giorni. È il nuovo tormentone per perdere peso, anche perché i soliti vip hanno dichiarato di seguirli. Pronti quindi a imitare Jennifer Lopez, Pharrell Williams, Beyoncé, Jay-Z e Shakira, ci siamo esattamente chiesti che cos’è questo regime dimagrante e, soprattutto, quali sono i rischi? È stata ideata dal nutrizionista e fisiologo dello sport Marco Borges che ha pubblicato il suo nuovo libro Dieta dei 22 giorni, Sperling&Kupfer. Dieta vegetariana: i rischi per chi ha un tumore Dieta vegetariana: i rischi per chi ha un tumore La dieta vegetariana può aiutare a combattere un tumore? Gli esperti dell’ADI fanno chiarezza sul tema. Questo programma si basa su cinque principi:

Consumare prodotti non elaborati: frutta, verdura, evitare i cibi spazzatura e cercare di sfruttare cotture leggere. In questo modo si favorisce la disintossicazione del corpo e soprattutto si assumono nutrienti essenziali. Tre pasti al giorno: bisogna mangiare con moderazione e mai alzarsi da tavola troppo sazi. Dalla cena devono passare almeno 2 ore prima di coricarsi. Seguire la regola 80-10-10. La composizione di una dieta sana ed equilibrata è pari all’80% di carboidrati, al 10% di grassi e al 10% di proteine: è facile ottenerla, in un regime a base vegetale, perché frutta e verdura sono ricche di carboidrati complessi e povere di grassi. I cereali e i legumi devono essere consumati a pranzo e a colazione. Fare sport: almeno 30 minuti al dì. Non si può dimagrire senza un po’ di attività fisica. Bere acqua ed evitare le calorie liquide. Cominciate la giornata con un bicchiere d’acqua e limone per reidratare e alcalinizzare l’organismo. Mediamente ci vogliono 2 litri di acqua al giorno. Questo programma dura 21 giorni, dal 22esimo vi sentirete rinate. Almeno queste sono le promesse. È rischiosa? Promette una perdita di 11 chili in 3 settimane, decisamente eccessivo. Contrasta ipertensione e colesterolo e abbassa il rischio di soffrire di patologie cardiache. Bisogna però bilanciarlo correttamente, ricordate che i regimi vegani possono creare carenze nutrizionali.

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VI RACCONTO COME IL PENSIERO PUÒ FARVI AMMALARE O GUARIRE


Enzo Soresi, tisiologo, anatomopatologo, oncologo, già primario di pneumologia al Niguarda di Milano. Nel libro Il cervello anarchico racconta casi di persone uccise dallo stress o salvate dallo choc carismatico della fede. Dopo una vita passata a dissezionare cadaveri, a curare tumori polmonari, a combattere tubercolosi, bronchiti croniche, asme, danni da fumo, il professor Enzo Soresi, 70 anni, tisiologo, anatomopatologo e oncologo, primario emerito di pneumologia al Niguarda di Milano, ha finalmente individuato con certezza l’epicentro di tutte le malattie: il cervello. Negli ultimi dieci anni, cioè da quando ha lasciato l’ospedale per dedicarsi alla libera professione e tuffarsi con l’entusiasmo del neofita negli studi di neurobiologia, ha maturato la convinzione che sia proprio qui, nell’encefalo, l’interruttore in grado di accendere e spegnere le patologie non solo psichiche ma anche fisiche. C’era già arrivato per intuizione il filosofo ateniese Antifonte, avversario di Socrate, nel V secolo avanti Cristo: «In tutti gli uomini è la mente che dirige il corpo verso la salute o verso la malattia, come verso tutto il resto». Soresi c’è arrivato dopo aver visto gente ammalarsi o guarire con la sola forza del pensiero. Primo caso: «Ho in cura una signora di Milano il cui marito, integerrimo commercialista, la sera andava a bucare le gomme delle auto. Per il dispiacere s’è ammalata di tubercolosi. Io lo chiamo danno biologico primario». Secondo caso: «Un agricoltore sessantenne con melanoma metastatico incontrò Madre Teresa di Calcutta, ricevette in dono un’immaginetta sacra e guarì. Io lo chiamo shock carismatico». Il professore ha dato una spiegazione scientifica al miracolo: «Il melanoma è un tumore che viene identificato dagli anticorpi dell’organismo, tant’è vero che si sta studiando da 30 anni un vaccino specifico. Non riusciamo a controllarlo solo perché l’antigene tumorale è talmente aggressivo da paralizzare il sistema immunitario. Nel caso del contadino ha funzionato una combinazione di fattori: aspettativa fideistica, strutture cerebrali arcaiche, Madre Teresa, consegna del santino. Risultato: il suo organismo ha sprigionato fiumi di interferoni e interleuchine che hanno attivato gli anticorpi e fatto fuori il cancro». Come Soresi illustra nel libro Il cervello anarchico (Utet), già ristampato quattro volte, la nostra salute dipende da un network formato da sistema endocrino, sistema immunitario e sistema nervoso centrale. «Il secondo ci difende e ci organizza la vita. Di più: ci tollera. L’organo-mito è il linfocita, un particolare tipo di globulo bianco che risponde agli attacchi dei virus creando anticorpi. Abbiamo 40 miliardi di linfociti. Quando si attivano, producono ormoni cerebrali… Questa si chiama Pnei, psiconeuroendocrinoimmunologia, una nuova grande scienza, trascurata dalla medicina perché nessuno è in grado di quantificare quanti neurotrasmettitori vengano liberati da un’emozione. Io e lei siamo due esperimenti biologici che datano 4 miliardi di anni. Io sono più riuscito di lei. Perciò nego la vecchiaia. Non c’è limite alla plasticità cerebrale, non c’è limite alla neurogenesi. Esiste un flusso continuo di cellule staminali prodotte dal cervello: chi non le utilizza, le perde. Le premesse della longevità sono due: camminare 40 minuti tre volte la settimana – altrimenti si blocca il ricambio delle cellule e non si libera un fattore di accrescimento, il Bdnf, che nutre il cervello – e studiare». Secondo il medico-scrittore, è questa la strada per allungare la vita di 10 anni. «Quando ci impegniamo a leggere o a compilare le parole crociate, le staminali vengono catturate dalla zona dell’encefalo interessata a queste attività. Se io oggi sottopongo la sua testa a una scintigrafia e poi lei si mette a studiare il cinese, fra tre anni in un’altra scintigrafia vedrò le nuove mappe cerebrali che si sono create per immagazzinare questa lingua. Prenda i tassisti di Londra: hanno un ippocampo più grande perché mettono in memoria la carta topografica di una città che si estende per 6 miglia». Il professor Soresi è cresciuto in mezzo alle lastre: suo padre Gino, tisiologo, combatteva la Tbc nel sanatorio Vialba di Milano, oggi ospedale Sacco. Si considera un tuttologo, al massimo un buon internista, che ha scoperto l’importanza della neurobiologia studiando il microcitoma. «È un tumore polmonare che ha la caratteristica di esordire con sindromi paraneoplastiche, cioè con malattie che non c’entrano nulla col cancro: artrite reumatoide, tiroidite autoimmune, sclerodermia, reumatismo articolare. È una neoplasia che nel 100% dei casi scompare con quattro cicli di chemioterapia. Eppure uccide lo stesso nel giro di sei mesi. Era diventato la mia ossessione: non riuscire a guarire una cosa che sparisce». Com’è possibile? «Ci ho scritto 100 lavori scientifici e ci ho messo 30 anni a capirlo: perché il microcitoma ha una struttura neuroendocrina. La massa nel polmone scompare, ma si espande con metastasi ovunque. Ne ho concluso che la medicina non è una vera scienza. Tuttalpiù una scienza in progress». Diciamo una scienza inesatta. «L’ho provato sulla mia pelle nel 1950. Ero basso di statura, come adesso, e mio padre si preoccupava. Eppure le premesse genetiche c’erano tutte: lui piccolo, mia madre piccola. Mi portò dal mitico professor Nicola Pende, endocrinologo che aveva pubblicato sei volumi sul timo come organo chiave dell’accrescimento. Pende mi visitò, mi palpò i testicoli e concluse: “Questo bambino ha il timo iperplastico, troppo grosso. Bisogna irradiarlo”. Se mio padre avesse seguito quel consiglio, sarei morto. Questa è la medicina, ragazzi, non illudiamoci». Torniamo al cervello. «Sto aspettando di diventare nonno. Il tubo neurale della mia nipotina ha cominciato a svilupparsi dal secondo mese di gravidanza. Alla nascita il cervello non sarà ancora programmato, bensì in fase evolutiva. L’interazione con l’ambiente lo strutturerà. Ora facciamo l’ipotesi che un neonato abbia la cataratta: se non viene operato entro tre mesi, i neuroni specifici della vista non si attivano e quel bimbo non vedrà bene per il resto della vita. Oppure poniamo che la madre sia ansiosa e stressata, il padre ubriacone e manesco: lei capisce bene che i segnali ricevuti dal neonato sono ben diversi da quelli che sarebbero auspicabili. E questo vale fino al terzo anno di vita, quando nasce il linguaggio, che attiva la coscienza del sé, e la persona assume una sua identità. Di questi primi tre anni d’inconsapevolezza non sappiamo nulla, è una memoria implicita, un mondo sommerso al quale nessuno ha accesso, neanche l’interessato, neppure con la psicoanalisi. Ma sono i tre anni che ci fanno muovere». Allora non è vero che si può «entrare» nel cervello. «Ai tempi in cui facevo le autopsie, aprivo il cranio e manco sapevo a che cosa servissero i lobi frontali. Li chiamavamo lobi silenti, proprio perché ne ignoravamo la funzione. Molti anni dopo s’è scoperto che sono la sede dell’etica, i direttori d’orchestra di ogni nostra azione». E graziaddio avete smesso con le lobotomie. «A quel punto sono addirittura arrivato a fare le diagnosi a distanza. Se mi telefonavano dalla clinica dicendo che un paziente con un tumore polmonare s’era messo d’improvviso a urlare frasi sconce o aveva tentato di violentare la caposala, capivo, dalla perdita del senso etico, che era subentrata una metastasi al lobo frontale destro». Ippocrate aveva definito il cervello come una ghiandola mammaria. «Aveva còlto la funzione secretiva di un organo endocrino che non produce solo i neurotrasmettitori cerebrali – la serotonina, la dopamina, le endorfine – ma anche le citochine, cioè la chiave di volta dei tre sistemi che formano il network della vita. Lei sa che cosa sono le citochine?». Sì e no. «Sono 4 interferoni, che aiutano le cellule a resistere agli attacchi di virus, batteri, tumori e parassiti, e 39 interleuchine, ognuna con una funzione specifica. Se sono allegro e creativo libero citochine che mi fanno bene, se sono arrabbiato e abulico mi bombardo di citochine flogogene, che producono processi infiammatori. Ecco perché il futuro della medicina è tutto nel cervello. Le faccio un esempio di come il cervello da solo può curare una patologia?». La ascolto. «Avevo un paziente affetto da asma, ossessivo nel riferire i sintomi. Più gli davo terapie, più peggiorava. Torna dopo tre mesi: “Sono guarito”. Gli dico: senta, non abbassi la guardia, perché dall’asma non si guarisce. “No, no”, risponde lui, “avevo il malocchio e una fattucchiera del mio paese me l’ha tolto infilandomi gli spilloni nel materasso”. La manderei da un esperto in malocchi, replico io. E riesco a spedirlo dallo psichiatra Tullio Gasperoni. Il quale accerta che il paziente era in delirio psicotico. Conclusione: da delirante stava bene, da presunto normale gli tornava l’asma». Effetto placebo degli spilloni. «Paragonabile a quello dei finti farmaci. L’effetto placebo arriva a rispondere fino al 60% nel far scomparire un sintomo. Noi medici non possiamo sfruttarlo, altrimenti diventerebbe un inganno. Ma esiste anche l’effetto nocebo». Esemplifichi. «Donna di altissimo livello culturale, fumatrice accanita. Il marito, un imprenditore fratello di un noto politico, la tradiva sfrontatamente con una giovane amante. Quando la informai che aveva un tumore polmonare, mi raggelò: “Non m’interessa. L’importante è che lo dica a mio marito”. Cosa che feci, anche in maniera piuttosto teatrale. Lui scoppiò a piangere, lei sfoderò un sorriso trionfale. È evidente che due anni di stress violento avevano provocato nella donna un abbassamento delle difese immunitarie. Almeno morì contenta, sei mesi dopo. Vuole un altro esempio? Una cara amica con bronchiettasie bilaterali. Antibiotici su antibiotici. Qual era il movente? Non andava più d’accordo col marito. Per due anni non la vedo. La cerco al telefono: “Enzo, mi sono separata, vado in chiesa tutte le mattine, sto bene”. L’assetto psichico stabilizzato le ha consentito di ritrovare la salute. Continuo?». Prego. «Colf di 55 anni, origine salernitana, tradizionalista. Mai un giorno di malattia. La figlia le dice: “Vado in Inghilterra a fare la cameriera”. Stress di 10 giorni, ginocchio gonfio così. La lastra evidenzia un’artrosi della tibia: non s’era mai attivata, ma al momento del disagio mentale è esplosa. C’è voluto un intervento chirurgico». Nel libro Il cervello anarchico lei riferisce di sogni premonitori. «Sì. Viene da me uno psichiatra milanese, forte fumatore, con dolori scheletrici bestiali. Mi racconta d’aver sognato la sua tomba con la data della morte sulla lapide. Lastra e Tac negative. Era un tumore polmonare occulto, con metastasi ossee diffuse. Morì esattamente nel giorno che aveva sognato. Del resto lo psicoanalista Carl Gustav Jung mentre dormiva avvertì un forte colpo alla nuca, dopodiché gli apparve in sogno un amico che gli disse: “Mi sono sparato. Ho lasciato il testamento nel secondo scaffale della libreria”. L’indomani andò a casa dell’amico: s’era suicidato e la busta era nel posto indicato». I miracoli secondo lei che cosa sono? Eventi soprannaturali o costruzioni del cervello? «Io sono per un pensiero laico. Credo nella forza della parola. Se noi due ci parliamo, piano piano modifichiamo il nostro assetto biologico, perché la parola è un farmaco, la relazione è un farmaco. Di sicuro credere fa bene. Un gioielliere milanese mi portò la madre, colpita da metastasi epatiche. Potei prescriverle soltanto la morfina per attenuare il dolore. La compagna brasiliana di quest’uomo si chiama Maria di Lourdes e ha una sorella monaca in una congregazione religiosa che nella foresta amazzonica prega a distanza per le guarigioni. Maria di Lourdes telefonò al suo uomo dal Brasile: “Di’ alla mamma che le suore pregheranno per lei all’ora X del giorno X”. Da quel preciso istante la paziente oncologica, che prima urlava per il dolore, non soffrì più». Come si mantiene in buona salute il cervello? «Ho un cugino architetto, mio coetaneo, che sembrava un rottame. S’è iscritto all’università della terza età, ha preso passione per la lingua egiziana, tutti i giorni sta cinque ore davanti al computer, ha già tradotto quattro libri in italiano dall’egiziano. È ringiovanito, ha cambiato faccia». Sappiamo tutto del cervello? «Nooo! Sul piano anatomico e biologico sappiamo intorno al 70%. Ma sulla coscienza? Qui si apre il mondo. Lei calcoli che ogni anno vengono pubblicati 25.000 lavori scientifici di neurobiologia». Allora come fa una legge dello Stato a dichiarare morto un organo che per il 30% ci è ignoto e della cui coscienza sappiamo poco, forse nulla? «Siccome si muove per stimoli elettrici, nel momento in cui l’elettroencefalogramma risulta muto significa che il cervello non è più attivo». Ma lei che cosa pensa della morte cerebrale? «Mi fermo… Però ha ragione, ha ragione lei a essere così attento alla dichiarazione di morte. Nello stesso tempo c’è un momento in cui comunque bisogna dichiarare la morte di un individuo dal punto di vista biologico». Prima del 1975 dichiaravate la morte quando il cuore si fermava, l’alito non appannava più lo specchio, il corpo s’irrigidiva. «Eh, lo so… La morte cerebrale consente di recuperare gli organi per i trapianti». Ha mai sperimentato su di sé disagi psichici che hanno influenzato il suo stato di salute? «Nel 1971 ho sofferto moltissimo per la morte di mia moglie Marisa, uccisa da un linfogranuloma a 33 anni. Devo tutto a lei. Era una pittrice figurativa che andò a studiare negli Stati Uniti appena sedicenne e indossava i jeans quando a Milano non si sapeva manco che esistessero. La malattia cambiò la sua arte. Cominciò a dipingere corpi sfilacciati, cuori gettati sopra le montagne. Fu irradiata in maniera scorretta da un grande radioterapista dell’epoca, per cui nell’ultimo anno di vita rimase paralizzata. Nostro figlio Nicolò, nato nel 1968, l’ho cresciuto io. Marisa mi ha lasciato un modello perfetto: un bambino che riesce a sopportare persino la perdita più straziante solo perché la mamma ha saputo far sviluppare armonicamente il suo cervello nei primi tre anni di vita»

 (web)

martedì 29 novembre 2016

Struffoli a forma di stella


INGREDIENTI250 farina mezza bustina di lievito 50 zucchero 40 margarina 2 uova aroma rumh oppure buccia d arancia o buccia di mandarino...

PREPARAZIONE ho impastato a mano in una ciotola tutto assieme steso con il mattarello fatto le formine fritte e cosparse di mie le e corallini

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TORTA SOFFICE AL CACAO


Ingredienti: – 230 gr di zucchero – 3 uova – 180 gr di farina – 180 gr di burro – 50 gr di cacao amaro – 80 gr di latte – una bustina di lievito per dolci.

PROCEDIMENTO: Frullare le uova con lo zucchero, aggiungere il burro ammorbidito a temperatura ambiente, continuare a frullare, aggiungere la farina, il latte, il cacao, ed infine il lievito. Imburrare ed infarinare uno stampo da 26 cm ed infornare a 180° per 30-40 minuti (secondo ricetta). Io l’ho infornata a 190° per 40 minuti.

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Pan di Spagna con farcia di Ricotta e Amarene


Ingedienti Pan di Spagna: 5 uova extra fresche Granarolo 200 g di zucchero 200 g di farina 1 limone- Farcia:– 400 g di ricotta Granarolo 140 g di zucchero a velo 250 g di confettura di amarene 150 g di panna Granarolo montata 4 g di colla di pesce 1 bustina di vanillia- Bagna:– 50 g di acqua 30 g di zucchero 15 g di succo di limone (1 cucchiaio abbondante)- Decorazione:– 20 g di amarene sciroppate (14/15) 30 g di gelatina di albicocche 60 g di granella di mandorle zucchero a velo Preparazione: Pan di Spagna: -in una ciotola montate a lungo le uova con lo zucchero fino ad ottenere una massa molto gonfia e sostenuta. Aromatizzate con la buccia grattugiata del limone. Incorporate con delicatezza la farina setacciata mescolando dal basso verso l’alto. Versate il composto nello stampo unto e infarinato di Ø 22 cm e infornate a 180° per 38/40 minuti. Quando il pan di Spagna sarà cotto, sfornate e sformate sulla gratella a raffreddare. Bagna:- lasciate sobbollire l’acqua con lo zucchero per 3/4 minuti a tegame scoperto. Fuori dal fuoco unite il succo di limone e lasciate raffreddare. Farcia:- sbattete la ricotta con lo zucchero a velo e aromatizzate con la vanillina. Ammollate la colla di pesce in acqua fredda, poi strizzatela e scioglietela sul fuoco. Unitela a 50 g di ricotta, mescolate, poi unite la massa alla ricotta rimasta. Incorporate anche la panna montata mescolando delicatamente dal basso verso l’alto. Dividete la torta a metà e pennellatela con la bagna, poi adagiate la base nel cerchio mobile (o nello stampo foderato con pellicola). Farcite la torta con un generoso strato di confettura di amarene. Ricoprite con la farcia di ricotta (conservatene a parte 180 g circa per la decorazione finale). Ricomponete la torta e ponetela in frigo per 3 ore. Eliminate il cerchio mobile dal dolce. Pennellatelo sui bordi con la gelatina di albicocche calda. Fate aderire alla gelatina la granella di mandorle. Decorazione:- spolverizzate la superficie della torta con zucchero a velo. Ponete la farcia rimasta in un sac à poche con beccuccio stella medio e e decorate la superficie della torta con un giro di ciuffi ravvicinati. Completate la decorazione guarnendo i ciuffi di ricotta con amarene sciroppate.

 (Ricetta “GRANAROLO”)

Torta moka con crema ganache al cioccolato


INGREDIENTI: Per la torta: 360 gr di farina | 200 gr. zucchero | 110 gr. burro | 3 uova | 0,5 dl caffè ristretto e non zuccherato | 1 bustina lievito | 1 pizzico sale | Per la crema: 220 gr di cioccolato fondente | 220 ml panna fresca | Per decorare: pezzi di cioccolato bianco

PREPARAZIONE: Sciogliere il burro a fuoco dolce. In una ciotola montare le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso. Aggiungere il burro ormai freddo, il sale, il caffè, la farina ed il lievito setacciato. Mescolare bene e versare il composto in uno stampo da 18-20 cm di diametro. Cuocere a 180 ° per circa 35 minuti. Fare raffreddare. Nel frattempo preparare la crema ganache, versando la panna calda sul cioccolato fondente tritato e mescolando bene fino a completo scioglimento della cioccolata. Fare raffreddare la crema e ricoprire la torta con la ganache. Decorare con pezzi di cioccolato bianco

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Ricetta cicciosfizio


Per 6 persone 200 gr. fecola di patate 200 gr. farina 3 cucchiai colmi di polvere di cacao amaro 100 gr. zucchero 1 bustina lievito per dolci 250 ml. latte 80 gr. burro granella di nocciola q.b. Preparazione : Accendete il forno a 250 ° 1. In una terrina versate la farina, la fecola di patate,il lievito ,lo zucchero ed il cacao. Incorporate lentamente il latte ed il burro ( precedentemente sciolto a bagnomaria) Mescolate energicamente con un cucchiaio di legno eliminando tutti i grumi della farina (ancora meglio utilizzando un robot per la pasta) 2. Prendete uno stampo o teglia ( meglio di silicone ) e versate tutto il composto, fatto ciò cospargete per ultimo la granella di nocciola, in maniera che quando la torta sarà cotta , capovolgendola si avrà la base croccante di nocciole . 3. Infornate e cuocete per 30 minuti ( attenzione gli ultimi 10 minuti diminuite la temperatura a 200 gradi) . A cottura ultimata sfornate , impiattate il dolce e con un soffio di leggera polvere di cacao sarà pronto da gustare.

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PAN D'ARANCIO


Ingredienti per la torta 3 uova 200 gr di zucchero 300 gr di farina 00 120 gr di olio di semi 1 arancia grande non trattata 50 ml di acqua 1 bustina di lievito per dolci (16 gr) per la glassa 150 gr di zucchero a velo succo di arancia per la decorazione scorzette di arancia candita Il pan d’arancio è una soffice torta a base di arancia tipica della Sicilia. Rispetto al classico ciambellone ha una consistenza più compatta e bagnata e un gusto particolarmente profumato e gustoso.

Procedimento Lavate bene l’arancia, tagliatela in pezzi grossolani insieme a tutta la buccia. Inseritela in un mixer e frullatela bene. Quindi aggiungete l’olio e uno alla volta tutti gli altri ingredienti: acqua, le uova una alla volta, zucchero e la farina setacciata con il lievito. Frullate bene tutto in modo da amalgamare. Imburrate e infarinate uno stampo da 22 cm di diametro e versateci dentro il composto livellando bene. Cuocete in forno statico caldo a 170 °C per 45 minuti. Lasciate raffreddare, quindi sformate il pan d’arancio. Preparate la glassa: prendete lo zucchero a velo e unite poco alla volta il succo di arancia fino ad ottenere una consistenza fluida, ma sempre abbastanza densa. Versate uniformemente la glassa sopra alla pan d’arancio, lasciatela solidificare, quindi decorate con le scorze di arancia candita.

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Torta alle mandorle


ingredienti 200 g di farina di farro 2 uova 110 g di mandorle 150 g di zucchero di canna 100 ml di olio di mais 200 ml di latte di soia 1 bustina di lievito per dolci 1 pizzico di sale 1 pizzico di sale Tritare grossolanamente le mandorle, sbattere le uova con lo zucchero, unire i liquidi, le mandorle, la farina con il lievito e infine un pizzico di sale. Amalgamare bene, lasciar riposare 5 minuti e versare in uno stampo da torta. Cuocere 40 minuti a 180°. Spolverare con zucchero a velo.

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Crostatine con ganache al cioccolato



Per la pasta frolla: 400 g di farina 250 g di burro a temperatura ambiente 4 tuorli 150 g di zucchero a velo q.b. vaniglia Per la ganache: 250 g di panna 150 g di cioccolato fondente Per il decoro: q.b. panna montata Preparazione: Preparare la frolla amalgamando tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto omogeneo, quindi riporlo in frigo per un’oretta. Preriscaldare il forno a 160°. Occorrono due teglie da muffin ed una formina da 8 cm di diametro. Il fiorellino l’ho ottenuto con una formina a quadrifoglio con i petali a cuore che poi ho inserito in degli stampini in silicone da 5 cm di diametro per sollevare i petali. Preparare la ganache facendo sciogliere il cioccolato nella panna calda, quindi mettere a raffreddare girando di tanto in tanto. Stendere la frolla dello spessore di un centimetro circa (tenere da parte un po’ di pasta per fare le formine più piccole da mettere in superficie, è sufficiente un quarto dell’impasto) e tagliare la pasta utilizzando la formina da 8 cm. Ora mettere le formine dentro gli stampi da muffin ottenendo cosi 18 piccoli contenitori di frolla. Bucherellare i fondi con una forchetta ed infornare per 10-12 minuti a 160°. Quando sono belli freddi riempirli con la ganache e decorarli con i fiorellini di frolla dentro i quali mettere un ciuffetto di panna. Riporli in frigo un’oretta per far rassodare la ganache.

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Torta con glassa al cacao


Ingredienti per preparare la Torta con glassa al cacao e granella: Farina di grano tenero tipo 00: 300 gr Uova: 3 Latte parzialmente scremato (circa 150 ml): 1 bicchiere Olio di semi di mais (circa 150 ml): 1 bicchiere Sale: un pizzico Lievito per dolci: quasi una bustina Zucchero: 200 gr Ingredienti per farcire: Nutella: 300 gr Ingredienti per decorare: Granella di zucchero: 1 manciata Zucchero a velo (facoltativo): 1 cucchiaio Gocce di cioccolato fondente (facoltative): 1 manciata Ingredienti per preparare la Glassa al cacao: Zucchero a velo vanigliato: 125 gr Cacao amaro in polvere: 40 gr Acqua: un poco . In una ciotola capiente montare i tuorli con lo zucchero; unire quindi, man mano, il latte, l'olio di semi, la farina e sbattere bene il composto. In un'altra ciotola montare gli albumi con il sale a neve ben ferma. Nel composto con i tuorli e la farina aggiungere il lievito e amalgamare bene; quindi unire anche gli albumi montati e amalgamarli delicatamente con una spatola per non sgonfiare il composto. Versare il composto in una teglia precedentemente imburrata e infarinata e infornarlo a 180 gradi (forno già caldo) per circa 30 minuti. Prima di estrarre la torta dal forno effettuare la prova stecchino; lasciarla raffreddare su una gratella. Quando la torta risulterà fredda, dividerla a metà, farcirla con la Nutella (se necessario, ammorbidirla a bagnomaria) e chiudere con il secondo disco. Preparare la glassa al cacao: setacciare in una ciotola lo zucchero a velo e il cacao amaro in polvere; unire poco alla volta dell'acqua e intanto amalgamare fino ad ottenere un composto appiccicoso ma non troppo liquido. Distribuire la glassa al cacao sulla torta e livellarla. Decorare la torta con la granella di zucchero se vi piace. Riporre la Torta in frigo e, se si preferisce, prima di servirla decorarla con gocce di cioccolato fondente e spolverizzarla con lo zucchero a velo.

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Torta di pizza!


– un recipiente simile a quello in foto (e misura 15,24 cm di diametro di 10,16 cm di altezza) – pasta per pizza tutta faccia o fate voi stesso – salsa a pizza – formaggio grattugiato mozzarella -pepperoni tranché 1-preriscaldi il forno a 190 ° 2-usa il diametro del fondo del vostro contenitore che sta per accogliere la pizza cake per fare in tutto 5 tondi di pasta 3-metterli a piatto su una teglia in forno per 8 minuti poi le prenotare 4-taglio ora 1 lunghezza di pasta per tappezzare la parete dello stampo, occorre che sia un po ‘ più alta che lo stampo di un cm circa 5-draper accuratamente la lunga striscia di pasta intorno al bordo interno del recipiente con la carta da forno, ciò contribuirà al sformatura, lasciando 1 cm di pasta che supera del bordo esterno della vaschetta e il fondo dello stampo aperto. Pizzichi couture per sigillare. 6-disponga delicatamente 1 rotondo cotto nel fondo dello stampo. 7-estendere la salsa a pizza sopra + fette di salame piccante e cospargete di formaggio mozzarella (quando il formaggio sfondo, la crosta sopra va attenervisi). 8-ripetere per fare più di 3 strati. 9-per la strato superiore, posizionare l’ultimo tondo sul formaggio; cospargete con il resto del formaggio e mettere peperoni rimanenti in cima. 10-piegare la pasta sporgenti per fare un cornicione 11-20 cuocere a 25 minuti o fino a che la pasta intorno alla torta di pizza è completamente cotto. 12-una volta completamente cotto, lasciate raffreddare nello stampo 5 minuti. Rimuova la pizza dello stampo, Usare un coltello affilato per tagliare le fette come si farebbe una torta.

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Pizza al gusto di mare


Ingredienti 4 n acciughe o alici sott’olio 1 sp Aglio 1 mz basilico fresco 500 g Farina 25 g lievito di birra 400 g mozzarella 4 cu Olio Di Oliva Extravergine qb olive verdi qb origano secco macinato 3 cu parmigiano 12 n pomodori perini qb Sale 100 g tonno sott’olio sgocciolato 1 ci zucchero

Preparazione Potete aggiungere alla classica Margherita, prima di infornarla, 100 g di tonno sott’olio sgocciolato e spezzettato, 4-5 filetti d’acciuga pure sott’olio, una manciata di olive snocciolate, uno spicchio d’aglio tritato e un bel pizzico di origano.

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Pizza sfiziosa con funghi e mozzarella


Ingredienti Per l’impasto: 500 gr di farina 00 250 m di acqua 1 cubetto di lievito di birra (25 gr) 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva 1 cucchiaino di sale fino Per farcire 250 gr di funghi champignon freschi 200 gr di mozzarella 100 gr di parmigiano grattugiato grosso wustel per il cordone

Preparazione Mescolare gli ingredienti per l’impasto, facendo la fontana o dentro una ciotola: impastare con le mani fino ad ottenere una palla ben amalgamata. Coprire la palla e farla lievitare tre ore a temperatura ambiente. Stendere l’impasto alto circa 1/2 cm: disporre la sfoglia sopra una teglia ricoperta con carta da forno.mettere i wustel ai margini della pasta come da foto Pulire i funghi e affettarli sottili: distribuirli su tutta la superficie e ricoprirli con la mozzarella spezzettata qua e là.Completare con il parmigiano, aggiungendolo a pioggia. Far lievitare a temperatura ambiente, scoperta, per circa 30 minuti. Cuocere la pizza in forno preriscaldato alla massima temperatura (250° C e oltre) sulla griglia più bassa: la pizza sarà pronta appena la mozzarella si scioglierà.

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Pizza quattro stagioni


Ingredienti: » Pasta Di Pane 400 gr » Pelati q.b. » Olio 1 filo » Sale q pizzico » Mozzarella mezza » Prosciutto Cotto 2 fette » Funghi Sott’olio 50 gr » Acciughe o olive q.b. » Carciofi q.b. » Pepe q.b. Preparazione: Adagiare in una teglia ben unta, la pasta di pane che avrete avuto cura di tirare ad uno spessore di mezzo centimetro. Coprire di pomodori pelati e segnare con un coltello la divisione in quattro spicchi; coprire il primo di dadini di mozzarella, il secondo di fette di prosciutto cotto e carciofini, il terzo con acciughe o olive, il quarto di funghi sott’olio. Infornare a circa 250 gradi lasciando cuocere per un quarto d’ora.

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La pizza dietetica


Sappiamo che mettersi a dieta a volte costa davvero tanti sacrifici, ma se la dieta diventa piacevole può anche succedere di non sentirsi forzati o addirittura di dimenticarsi di star facendo una dieta. Qual è la pietanza italiana più amata ? Sicuramente la pizza, per questo motivo vediamo come perdere qualche chilo integrandola nella nostra dieta. La dieta della pizza, essendo una dieta monocibo, va seguita solo per una settimana, lo schema prevede una pizza media condita con pomodoro, mozzarella e verdure con apporto calorico di 1200 calorie. La pizza va consumata a pranzo o a cena, ma consigliamo il pranzo in quanto viene bruciata più rapidamente, e associata al secondo pasto della giornata composto da proteine e tante verdure. Si consiglia di evitare pizze con salumi , formaggi ed insaccati in modo da limitare il quantitativo di grassi, mentre le verdure devono essere esclusivamente grigliate, la frutta fresca e dimenticarsi completamente di zucchero e dolci. La pizza va mangiata una volta al giorno e la dieta va ripetuta almeno tre volte. Ecco un esempio di giornata tipo: Colazione: uno yogurt parzialmente scremato, oppure frutta fresca, un bicchiere di the con tre fette biscottate integrali, cereali integrali con un bicchiere di latte scremato. Spuntino mattina e pomeriggio: frutta fresca oppure uno yogurt scremato o una tazza di tè Pranzo: 60 grammi di frittata con le patate, insalata fresca di mais e olive Cena: pizza con i funghi e insalata di pomodori

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Pizza frutti di mare


ingredienti per 2 persone 1. Pasta per pizza 200 g 2. Cozze 20 g 3. Gamberetti 20 g 4. Pomodori pelati 80 g 5. Polpa di granchio 20 g 6. Polpo 20 g 7. Olio di oliva extravergine q.b. 8. Sale q.b.

Preparazione 1 Stendete la pasta su una teglia unta d’olio. Disponetevi il pomodoro, i frutti di mare, quindi condite con un . goccio di olio e un pizzico di sale e infornate per 12 minuti a 220° C. 2 Togliete infine la pizza dal forno, quindi tagliate a fette e servire. I consigl Come per tutte le preparazioni di pizza, assicuratevi di avere il forno già ben caldo, in modo da evitare che la pasta della pizza, una volta infornata, non diventi gommosa

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Pizza scacchiera con wurstel


Ingredienti 500 gr di farina mezzo cubetto di lievito 2 cucchiai di olio d’oliva acqua e sale q.b

Preparazione Impasta tutti gli ingredienti e forma una palla e lascia lievitare un paio di ore. Stendi la pasta su una teglia rettangolare rivestita da carta da forno. Incidete almeno sei righe lineari senza andare fino in fondo, come si vede nella foto uno entrambi i lati non dovete inciderli. Ora inserite i wurstel partendo dal basso per uscire dall’alto fino a riempire tutta la superficie e quindi dare l’effetto della scacchiera. Spennellate tutta la superficie con un tuorlo e pochissimo latte. Infornate a 180 gradi per circa 30 minuti. Potete anche utilizzare la pasta sfoglia il procedimento e’ identico, magari usare piu’ strati di pasta sfoglia.

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panzerotti fritti con pomodoro e mozzarella


INGREDIENTI 500gr. di farina “00″ 20 gr.di lievito di birra 15 gr di sale 2 cucchiai di olio di semi acqua tiepida qb 400 gr. di polpa di pomodoro 1 spicchio d’aglio 2 cucchiai di olio extravergine di oliva 300 gr. di mozzarella olio di semi per la frittura qb

PREPARAZIONE Disponete la farina sul tavolo forandola al centro,aggiungete il sale ed il lievito che avete sciolto in precedenza in 1 bicchiere di acqua tiepida. Lavorate l’impasto iniziando dal centro e continuate aggiungendo a filo l’acqua fino al completo assorbimento della farina. Quando avrete ottonuto un panetto liscio e morbido,lasciatelo lievitare in una ciotola coperta da un panno asciutto fino al raddoppio del suo volume e nel frattempo preparate il sugo di pomodoro. Fate soffriggere l’aglio in due cucchiai di olio per qualche minuto, unite la polpa di pomodoro,salate e fate cuocere per 15 minuti,dopodichè mettetelo da parte. Dividete la pasta in 6 parti uguali,date ad ognuna una forma circolare e posizionate su una metà un cucchiaio di sugo e una manciata di mozzarella. Richiudete la pasta su sé stessa formando una mezzaluna e sigillate bene i bordi. Posizionate i panzerotti su una teglia e lasciateli riposare per altri 15 minuti. Trascorso il tempo,immergete uno per volta i panzerotti nell’olio bollente,una volta cotti,fateli riposare su carta assorbente quindi,servite

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Pizzette


Ingredienti 1 kg di farina, 300 gr di acqua, 3 uova, 10 gr di lievito di birra, 15 gr di zucchero, 15 gr di sale, 100 gr di burro

Preparazione Facciamo l’impasto unendo farina e acqua, poi le uova, lievito sbriciolato, zucchero, sale e burro. Impastiamo bene e lasciamo lievitare per circa 7 ore. Stendiamo l’impasto ad uno spessore di 7-8 mm. Ritagliamo dei dischetti di 7-8 cm di diametro. Disponiamo nella teglia foderata con carta forno e pennelliamo con l’olio. Copriamo con la pellicola e facciamo lievitare un’altra ora. Appiattiamo le pizzette e farciamo con pomodoro e mozzarella o con altro. Mettiamo in forno a 180° per massimo 15 minuti.

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sole di sfoglia farcito


INGREDIENTI -2 rotoli di pasta sfoglia rotonda; -200 gr di prosciutto crudo; -formaggio tipo Philadelphia q.b.

Procedimento: Stendere un rotolo di pasta sfoglia sulla placca da forno, con la propria carta da forno, e bucherellare con una forchetta la superficie. Spalmare abbondante Philadelphia e stendere sopra il prosciutto crudo, a fette. Coprire con l’altro rotolo di pasta sfoglia. Bucherellare con una forchetta la superficie. Tagliare degli spicchi distanti tra loro con una rotellina dentata, fermandosi un poco prima del centro. Girare, come una spirale, per due volte ognuno degli spicchi. Infornare a 180°C per circa 10 minuti. Lasciare 5 minuti con il grill. Servire tiepido.

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CALZONI CON PROSCIUTTO COTTO E MOZZARELLA


INGREDIENTI 500 gr. di farina, 250 gr. di latte tiepido, 30 gr. di lievito di birra, 30 gr. di zucchero, 125 gr. di burro, sale e 1 tuorlo per decorazione. mettere nel boccale il latte a 37° vel. 1 per 1 minuto. Aggiungere il lievito e far amalgamare al latte ancora per 1 minuto a vel. 1. Inserire ora tutti gli altri ingredienti tranne il tuorlo che serve alla fine come decorazione. Tutto a 3 minuti vel. spiga. Aggiungere un pochino di farina se l’impasto non si stacca dalle pareti del boccale. Togliere l’impasto e formare tante palline. Schiacciare ogni pallina fino a formare dei dischi sottili. Farcire con prosciutto cotto e mozzarella. Spennellare con l’uovo precedentemente sbattuto. Questo tipo di impasto non necessita di lievitazione, ricrescono direttamente nel forno. Forno a 180° per 20 minuti. Con questa dose ho fatto 40 calzoni

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BABA' ALLA FRUTTA


INGREDIENTI Per l’impasto: 500 gr. di farina per dolci 4 uova 100 gr. di zucchero di canna 100 gr. di burro 1 1 pizzico di sale 1 cubetto da 25 grammi di lievito di birra Per la decorazione: 250 gr. di panna fresca 200 gr. di fragole e/o altra frutta fresca a piacere Per lo sciroppo: 4 dl di acqua 200 gr. di zucchero di canna 2 dl di rhum 1 limone o 1 arancia

PREPARAZIONE Mettete in una terrina le uova, lo zucchero, il burro ammorbidito, il sale, il lievito e mescolate energicamente con una frusta. Unite la farina ed impastate ancora fino a quando vedrete diventare l’impasto quasi colloso. Lasciate lievitare l’impasto per mezz’ora nella terrina coperto da uno strofinaccio. Lavorate di nuovo l’impasto energicamente per un paio di minuti, sistemate nello stampo per babà lasciandolo lievitare, sempre coperto, ancora per un’ora finché raddoppia di volume. Cuocete in forno caldo 10 minuti a 220°C e 25 minuti a 180°C. Preparate lo sciroppo: mettete in un pentolino acqua, zucchero di canna e scorza di 1 limone o arancia, 10 minuti a fiamma media; appena freddo unisci il rhum. Sformate il babà e inzuppate più volte con tutto lo sciroppo, guarnite con panna e frutta.

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Babà al rum


Ingredienti: 300 gr.farina; 1 cubetto di lievito di birra; 15 gr.zucchero; 6 uova; 1 pizzico di sale; 100 gr.di burro; 1 bustina di vanillina. Per la bagna: Per la bagna: 600 grammi di acqua; 250 grammi di zucchero; la buccia di un limone e di una arancia non trattati; 200 ml di rum.

Procedimento Sciogliere il lievito in una tazza con un cucchiaino di zucchero (preso dai 15 gr.). Unite la farina; le uova; il pizzico di sale; il burro sciolto e impastate per una decina di minuti. Fate riposare l’impasto in un luogo caldo coperto da un canovaccio. Lasciate lievitare fino a quando il babà avrà raggiunto il bordo(io lo faccio lievitare direttamente nel forno preriscaldato a 180°). Quando l’impasto sarà lievitato il doppio versate il composto nello stampo grande o negli stampi più piccoli già imburrati prima per circa 1/3 dello stampo. Accendere il forno a 180° per circa 20minuti (controllate la cottura con uno stecchino) Nel frattempo preparare lo sciroppo al rhum. Mettete in una casseruola l’acqua e lo zucchero e la scorza di limone e dell’arancia. Fate sciogliere lo zucchero poi spegnere lasciar intiepidire ed infine aggiungere il rhum. Togliere le scorze e inzuppare il babà (io lo inzuppo direttamente nello stampo e quando è bello inzuppato lo giro già direttamente nel piatto di portata). Per sapere quando il babà è inzuppato per bene premere con un dito sulla superficie del babà fino a chè fuoriuscirà dello sciroppo.Una volta inzuppato e lucidato con confettura di albicocche, il babà viene guarnito con ciuffi di crema chantilly e frutta fresca o sciroppata. Il foro centrale può essere riempito sempre con crema chantilly oppure con una macedonia di frutta aromatizzata al maraschino.

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Baba’ Savarin


Ingredienti 1° impasto: 30 g di farina Manitoba 1/2 cucchiaino di zucchero 10 g di lievito di birra 30 g di acqua 2° impasto: 140 g di farina Manitoba 60 g di burro morbido 2 uova sbattute 45 g di zucchero 1/2 cucchiaino di aroma vaniglia 2 pizzichi di sale bagna: 400 g d’acqua 200 g di zucchero 80 g di rum Preparazione Primo impasto: in una ciotola versate la farina, lo zucchero e il lievito. Versate l’acqua appena tiepida e otterrete un impasto molle e appiccicoso che lascerete lievitare al caldo per circa mezz’ora. Secondo impasto: setacciate la Manitoba rimasta, poi a parte, aromatizzate il burro con la vaniglia. Alla Manitoba setacciata unite il 1° impasto, lo zucchero e il sale. Lavorando energicamente incorporate le uova e il burro. Continuate a mescolare e sbattete l’impasto nella ciotola per 10 minuti fino al formarsi di piccole bolle in superficie. Distribuite l’impasto negli stampini imburrati e infarinati fino a 1/3 della loro capacità, poi lasciateli lievitare per circa 30 minuti al caldo. Trasferite i piccoli babà in forno e cuoceteli per 15 minuti a 175°. Bagna: sobbollite per 5 minuti a tegame scoperto l’acqua con lo zucchero, poi allontanate dal calore, versate il rum e lasciate raffreddare. Versate la bagna in una ciotola e impregnate bene i babà mignon, sgocciolateli e serviteli subito..

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Cheesecake Oreo


Ingredienti: 200 gr di biscotti digestive 200 ml di panna per dolci 80 gr di burro 330 gr di philadelphia 120 gr di zucchero a velo 300 gr biscotti oreo 8 gr di gelatina in fogli nutella q.b.

PROCEDIMENTO Nel mixer frullate i biscotti digestive(oppure oro saiwa),trasferiteli in una ciotola e mescolarli insieme al burro fuso e un cucchiaio di nutella fino ad ottenere un composto omogeneo. Versate il composto di biscotti sul fondo di uno stampo a cerniera e riponete in frigo per circa un’ora. Far ammorbidire i fogli di gelatina in acqua fredda,appena risultano morbidi strizzateli e fateli sciogliere a fuoco basso in un pentolino con un cucchiaio di latte. In un’ampia ciotola lavorare a crema la philadelphia e lo zucchero a velo, versate in ciotola la la gelatina sciolta e mescolate,amalgamate il tutto sino ad ottenere una crema. Montate la panna e aggiungerla alla crema .Amalgamate la crema con un cucchiaio di legno fino ad ottenere una crema liscia e omogenea. Sbriciolate un paio di biscotti oreo e aggiungeteli all’impasto. Riprendete lo stampo a cerniera dal frigo e versate sulla base di biscotti il composto ottenuto. Livellate il più possibile(aiutandovi con una spatola o cucchiaio) e riponete il cheesecake oreo in frigo per circa 2 ore.Una volta raffreddato il cheescake oreo, preparare la guarnizione a nutella :) In un pentolino sciogliete a bagnomaria 3 cucchiai di nutella, lasciatela raffreddare un po. Riprendete il cheesecake oreo dal frigo e ricoprite con la nutella sciolta. Riponete in frigo per un’oretta. Trascorso il tempo riprendete la cheesecake dal frigo e guarnite con biscotti oreo, adagiandoli sulla superficie. Riporre il cheesecake oreo in frigo per una mezz’ora. Trascorso il tempo toglierlo dallo stampo a cerniera, disporlo su un piatto da portata e servitelo 😉 Buon dessert :)

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Cheesecake stupore all’ arancia


Ingredienti 2 n Arance Succo 1 cu Cannella 400 g Formaggio Spalmabile (tipo Philadelphia) 20 g Gelatina In Fogli 1 dl Latte 30 g Pistacchi Sgusciati 300 g Ricotta Light 4 cu Sciroppo Di Menta 1 n Torta Al Cioccolato 80 g Zucchero Preparazione 1 disco di torta al cioccolato gia pronta di 26 cm di diametro, spessa 5-6 cm 400 g di formaggio spalmabile, tipo Philadelphia ligth 300 g di ricotta light 80 g di zucchero 4 cucchiai di sciroppo alla menta 1 dl di latte scremato 1 cucchiaio di cannella in polvere 20 g di gelatina in fogli 30 g di pistacchi sgusciati il succo filtrato di 2 grosse arance 1 Prepara la crema. Metti a bagno 20 g di fogli di gelatina in una ciotola di acqua fredda per 10 minuti. Mescola il Philadelphia light e la ricotta nella ciotola. Monta con la frusta, fino a ottenere un composto soffice e cremoso. Scalda il latte con lo sciroppo alla menta, lo zucchero e 1 cucchiaino di cannella, senza farlo bollire. Toglilo dal fuoco, aggiungi i fogli di gelatina strizzati e mescola, finche saranno completamente amalgamati. Incorpora la gelatina al latte al composto di formaggi, poca alla volta, mescolando in continuazione. 2 Metti nella tortiera. Sistema il disco di torta al cioccolato sul fondo della tortiera foderata con pellicola. Versa la crema nella tortiera sopra il disco di torta. Livellala con il dorso di un cucchiaio o una spatola. Trasferisci la torta in frigorifero per almeno 3 ore. 3 Fai la gelatina di arance. Versa il succo di arance in un pentolino, unisci lo zucchero rimasto e 1 pizzico di cannella. Cuoci per circa 5 minuti a fuoco dolce. Spegni il fuoco. Aggiungi la gelatina strizzata rimasta e mescola, finche sara completamente sciolta e amalgamata al composto. Fai intiepidire la gelatina. 4 Completa e servi. Versa la gelatina di arance sul cheesecake, livellandola. Rimetti la torta in frigorifero per almeno 3 ore. Spella i pistacchi e tritali. Sforma il cheesecake in un piatto da portata. Spolverizzalo con i pistacchi e la cannella rimasta e servi.

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Cheesecake al cocco


Ingredienti per la base del cheesecake: 200 gr di biscotti al cacao (anche senza zucchero), 100 gr di burro. Per la farcia del cheesecake al cocco: 250 gr di mascarpone, 150 gr di formaggio fresco spalmabile, 250 ml di yogurt al cocco, 100 gr di zucchero, 250 ml di panna fresca (meglio se di alta qualità), 30 gr di farina di cocco, 9 gr di colla di pesce, 70 gr di cioccolato al latte. Tritate finemente i biscotti e aggiungete il burro fuso. Versate il composto in uno stampo a cerniera di 26 cm di diametro, schiacciatelo uniformemente e ponete fin frigo. In una terrina lavorare il formaggio fresco e lo zucchero. Aggiungete il mascarpone e mescolate. Unite lo yogurt al cocco. Montate la panna e aggiungetela al composto di formaggi, mescolando dall’alto verso il basso. Aggiungete la farina di cocco e mescolate. Mettete in ammollo la colla di pesce in acqua fredda per circa 5 minuti. In un pentolino fate bollire una tazzina di latte e scioglietevi la colla di pesce. Aggiungete la colla di pesce ai formaggi, mescolate velocemente e versate il cheesecake al cocco nello stampo. Ponete in freezer almeno un paio di ore. Grattugiate il cioccolato al latte e decorate. Tagliate a fette e servite (se avanza conservate in frigo).

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CHEESECAKE BROWNIES


Ingredienti PER L’IMPASTO “BROWNIE” 100 g di burro, a pezzi 175 g di cioccolato fondente da 60-72%, a pezzi 200 g di zucchero 3 uova, a temperatura ambiente 100 g di farina ‘0’ (manitoba) 1 cucchiaio e mezzo di cacao amaro un pizzico di sale 100 g di cioccolato fondente, tagliato a cubetti piccoli (circa 5 mm)

PER L’IMPASTO “CHEESECAKE” 200 g di formaggio Philadelphia, NON “light”, a temperatura ambiente 1 tuorlo 60 g di zucchero Preparazione

PER L’IMPASTO “BROWNIE” Scaldate il forno a 160°C. Foderate di alluminio una teglia quadrata di circa 20 o 23 cm. Fondete a bagnomaria il burro e 175 g di cioccolato, mescolando tanto in tanto finché il composto sarà liscio e caldo. Togliete dal fuoco il pentolino e con una frusta unite i 200 g di zucchero, quindi le uova, uno alla volta, sbattendo bene dopo ogni aggiunta. Unite la farina, il cacao e il sale, quindi i cubetti piccoli di cioccolato, mettete da parte.

PER L’IMPASTO “CHEESECAKE” In un’altra ciotola, sbattete insieme il formaggio Philadelphia, il tuorlo e i 60 g di zucchero fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo.

 PER FINIRE Versate metà dell’impasto al cioccolato dentro la teglia foderata, facendolo arrivare anche negli angoli. Distribuite 4-5 cucchiaiate di impasto cheesecake sulla superficie equidistanti tra loro e coprite con l’altra metà dell’impasto dei brownies. Distribuite altre 4-5 cucchiaiate di impasto cheesecake sulla superficie dei brownies Passate la punta di un coltello da tavolo (non affilato) sulla superficie dei due impasti, mescolando grossolanamente i due per ottenere un effetto marmorizzato. Infornate i brownies a 160°C per 45-55 minuti, facendo attenzione di non cuocerli troppo. Vanno cotti solo finché un stecchino infilzato nel dolce ne esce ancora con qualche briciola attaccata. Lasciateli raffreddare per un’ora prima di toglierli dalla teglia e tagliarli in 16 quadrati.

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Cheesecake ai frutti di bosco


Ingredienti: 150 g di biscotti secchi 70 g di burro 250 g di frutti di bosco misti 90 g di zucchero 2 uova 200 g di ricotta 100 g di panna fresca

 Preparazione: Frullare i biscotti fino a ridurli in polvere, aggiungere il burro morbido e amalgamare per bene. Distribuire il composto sul fondo di uno stampo a cerniera foderato con carta da forno, premere per bene e mettere in frigo. Sbattere i tuorli con lo zucchero fino a quando il composto diventa spumoso. Aggiungere la ricotta, la panna montata e un albume montato a neve. Versare sui biscotti e mettere in frigo per 3 ore. Decorare la superficie con i frutti di bosco frullati e con frutti di bosco interi.

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Cheesecake al limone


Ingredienti Base: 100g di farina di mandorle 2 uova 4 cucchiai di zucchero di cocco integrale Crema 600ml di panna di cocco Succo e buccia di un limone 6g di agar-agar stevia in polvere biologica, qb quanto basta

Preparazione 1. Monta i due bianchi a neve fermissima. Lasciali da parte, per un attimo. 2. Monta i gialli con lo zucchero di cocco, finché non ottieni una crema chiara e spumosa. 3. Unisci le mandorle con la crema di gialli 4. Cuoci a 180°C per c. 10-15 minuti 5. Versa il succo del limone in 500ml di latte (o panna) di cocco e aggiungi stevia a piacere. Assaggia per regolare di gusto. Aggiungi anche agar agar e fai sobbollire a fuoco bassissimo. Appena la crema ha fatto plop-plop fai cuocere (mescolando continuamente con una frusta) altri 10 minuti. 6. Versa la crema così ottenuta in un contenitore, lascia raffreddare e riponi in frigo per almeno 4-6h. 7. Tira fuori la crema dal frigo e frullala leggermente a velocità ridotta in modo da ottenere una crema omogenea. 8. Versa il limone grattugiato e il resto della panna (o latte di cocco – solo la parte grassa) che hai tenuto nel frigo. Mescola bene. 9. Componi la torta e lasciala nel frigo fino al momento di servirla.

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Cheesecake zebrata


Ingredienti 200 g di biscotti da tè Burro 75g 20 cl panna 120g di cioccolato fondente 120g di cioccolato bianco 2 cucchiaino di vaniglia Crema di formaggio 800g 5 uova 120g di zucchero di canna

 Preparazione Fase 1 Schiacciare i biscotti, aggiungere il burro fuso e mescolare bene il tutto. In una padella, accuratamente rivestita di carta forno, foderate il fondo con la pasta preparata. Mettete in frigorifero. Fase 2 Scaldare 10 cl di panna. Fuori il bollore, aggiungere il cioccolato fondente tritato. Mescolare bene. Scaldare nuovamente i 10 cl di panna. Una volta portata ad ebollizione, aggiungere il cioccolato bianco, tagliato a pezzi e mescolare bene. Aggiungere la vaniglia. Fase 3 In una ciotola, unire la ricotta, le uova e lo zucchero. Versare la metà in una ciotola e la seconda metà in un’altra. In una delle ciotole aggiungere ilvcioccolato fondente e l’altra parte di cioccolato bianco. Mescolare bene Fase 4 Prendete un cucchiaio di miscela di cioccolato bianco, versatela al centro della miscela di biscotti preparata poco prima, continuare ad aggiungere un cucchiaio di cioccolato fondente al centro della prima pasta. Continuare alternando ogni volta che uno dei due la pasta. Continuare fino a quando tutti la pasta 2. Fase 5 Cuocere 60 minuti in un forno riscaldato a 180 °

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cheesecake al mascarpone e frutti di bosco


Ingredienti per la base : 350 gr biscotti 170 gr burro per la crema al formaggio : 400 gr mascarpone 200 gr zucchero 200 gr formaggio sfaldabile 260 gr yogurt bianco 100 ml latte 220 ml panna 10 gr gelatina in fogli per la copertura : 300 gr frutti di bosco 4 cucchiai di zucchero glassa di frutti di bosco Preparazione : Sbriciolate i biscotti fino a farli diventare polvere e mischiateli al burro fuso. Foderate una teglia con della carta forno. Versate i biscotti sbriciolati sul fondo della teglia e livellateli. Mettete in frigo e preparate la crema al formaggio. In una terrina lavorate il mascarpone con lo zucchero. Aggiungete il formaggio fresco e poi lo yogurt. Amalgamate bene. Mettete i fogli di gelatina ad ammorbidire in acqua fredda. In un pentolino versate la panna ed il latte e portate quasi ad ebollizione.Togliete dal fuoco e metteteci dentro i fogli di gelatina ammorbiditi e strizzati, uno per volta e mescolate. Versate a filo nella crema al formaggio mescolando di continuo. Una volta terminata quest’operazione versate il tutto nella teglia e riponete in frigo per 3 ore. Versate i frutti di bosco in una casseruola, aggiungete lo zucchero, metteteli sul fuoco per pochi minuti. Versateli in una terrina e metteteli a raffreddare. Trascorse le 3 ore potrete sformare la vostra cheesecake. Prima di servirla, in superficie aggiungete la glassa ai frutti di bosco.

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FUSILLI GAMBERETTI E RUCOLA


ingredienti 400 gr di fusilli 3 mazzetti di rucola 400 gr di gamberoni 1 spicchio d’aglio 1/2 bicchiere di vino bianco sale, pepe, olio q.b.

 PREPARAZIONE Lavare e pulire i gamberi sgusciandoli e privandoli del filetto intestinale In una padella antiaderente rosolare l’aglio con un pò d’olio extravergine d’oliva. Successivamente, eliminare l’aglio ed aggiungere i gamberoni già sgusciati. Aggiustare di sale e pepe e cuocere per 5 minuti. Sfumare con un pò di vino bianco. Coprire con un coperchio e girare di tanto in tanto. Intanto, lavare accuratamente la rucola ed unirla ai gamberi (lasciandone un po’ da parte per il condimento finale). Spegnere il fuoco dopo pochi minuti. Nel frattempo, cuocere i fusilli in acqua salata, scolarla e saltarla in padella con il condimento. Impiattare e servire i fusilli con l’aggiunta di rucola fresca ed una spolverata di pepe.

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Saint Honoré


Ingredienti Per la pasta choux: 125 ml di acqua 1/2 cucchiaino di zucchero 1/4 di cucchiaino di sale 35 gr di burro in pezzi 70 gr di farina 2 uova Per la base: 1 rotolo di pasta sfoglia

 Per la crema Chiboust: 5 gr di gelatina 120 gr di tuorli (circa 6) 150 gr di albumi (circa 5) 100 gr di zucchero 25 gr di amido di mais 250 ml di latte 1 baccello di vaniglia

Per il caramello: 300 gr di zucchero

 Procedimento Preparare i bignè: versare in un pentolino l’acqua, lo zucchero, il sale ed il burro. Accendere la fiamma ed una volta raggiunto quasi il bollore unire la farina. Mescolare subito con un cucchiaio di legno e non appena il composto inizia a staccarsi dai bordi togliere dal fuoco. Aggiungere le uova una alla volta, e continuare a mescolare fin quando il composto risulta omogeneo. Adesso trasferire il composto in una sac a poche e creare dei mucchietti di composto sulla placca del forno rivestita di carta forno. Cuocere in forno per 20-25 minuti a 180 C°e fare raffreddare all’interno con lo sportello semi aperto. Passare alla base: tagliare la pasta sfoglia ricavando un cerchio di 24 cm e bucherellarlo con l’aiuto di una forchetta. Con parte della pasta choux creare un bordo lungo la circonferenza della pasta e un altro cerchio di pasta che prenda il centro del cerchio di pasta sfoglia di circa 6-7 cm di diametro. Cuocere la base per 20-25 minuti a 180 C°. Preparare la crema: mettere la gelatina a bagno in acqua fredda. In una ciotola versare i tuorli e lavorarli con metà dose di zucchero e unire poi l’amido. Mettere il latte a scaldare in un pentolino con la vaniglia ed unirlo alla ciotola precedente. Rimettere sul fuoco e fare addensare su fiamma bassa mescolando. Una volta rappresa togliere dal fornello ed unire la gelatina strizzata e mescolare bene. Montare gli albumi con lo zucchero restante ed unirli delicatamente alla crema fredda. Utilizzare la crema per farcire la base di pasta sfoglia ormai cotta. Preparare il caramello: versare metà dose di zucchero in un pentolino antiaderente e farlo sciogliere a fuoco basso. Una volta sciolto unire la parte restante dello zucchero e fare caramellare. Mettere il pentolino per qualche secondo a bagno in acqua fredda e procedere con l’immersione dei bignè nel caramello caldo intingendone solo la superficie. Man mano posizionarli lungo la circonferenza della torta. Decorare con la crema rimasta (potete alternare quella bianca e la variante al cacao) utilizzando una comune sacca da pasticcere.

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Pomodori ripieni ai frutti di mare


INGREDIENTI 400 gr di vongole 400 gr di cozze 250 gr di gamberi 1 peperone rosso 8 pomodori carnosi e sodi (tipo ramato) 1 cipollotto fresco 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva ½ bicchiere di vino bianco secco 150 gr di riso parboiled ½ cucchiaio di prezzemolo tritato 1 spicchio di aglio 

PREPARAZIONE Bollite il riso lasciandolo al dente, scolatelo, passatelo sotto l’acqua fredda e mettetelo in un scolapasta per eliminare l’acqua in eccesso. Tagliate in senso orizzontale i pomodori tenendo da parte l’estremità superiore (calotta) svuotateli con l’aiuto di un cucchiaio, capovolgeteli per 10 minuti su un piatto (o uno scolapasta) per eliminare l’acqua di vegetazione. Lavate i gamberi, lessateli in acqua leggermente salata per 10 minuti, scolateli, metteteli in un scolapasta, fateli raffreddare poi eliminate il carapace e il filo nero intestinale. Passate adesso alle vongole. Per evitare di cucinare questo piatto con residui di sabbia dobbiamo inevitabilmente pulire benissimo le vongole.. come? Il metodo più sicuro per evitare la fastidiosissima sabbia è quello di prenderle una ad una e batterle su una superficie (esempio dentro il lavello della cucina), si apriranno solo le vongole piene di sabbia che dovrete eliminare. Immergete per almeno 1 ora le vongole in un recipiente con abbondante acqua e 5 cucchiai di sale grosso. Pulite le cozze togliete il bisso (il filamento che fuoriesce dalla cozza) e raschiatele con la lama di un coltello per eliminare le incrostazioni esterne. Lavate le vongole, mettetele in una padella capiente con le cozze, 1 cucchiaio di olio, un trito finissimo di aglio (1 spicchio), peperoncino (se piace) aggiungete ½ bicchiere di vino bianco, fatelo evaporare e lasciate cuocere (coperte) per circa 5 minuti fino a quando le conchiglie saranno aperte. Filtrate il liquido di cottura dei molluschi. Preriscaldate una piastra (o una bistecchiera) tagliate il peperone in 4 parti, eliminate i filamenti e i semi interni poi fatelo arrostire per 6 minuti. Quando i peperoni saranno tiepidi eliminate la pelle, tagliateli a striscioline sottili, trasferiteli in una ciotola con riso, cipollotto tagliato a rondelle sottili, vongole e cozze (private delle conchiglie) il 2 /3 cucchiai di liquido filtrato dei molluschi, i gamberetti, sale, pepe, ½ cucchiaio di prezzemolo tritato, 1 cucchiaio di olio e amalgamate. Salate leggermente l’interno dei pomodori riempiteli con il composto preparato in precedenza, chiudete con la parte superiore (calotta) e metteteli in frigorifero fino al momento di gustarli

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