lunedì 23 gennaio 2017

Torta salata ripiena di bieta RICETTA DI Mary de Nunzio


Ricetta 500 gr di farina 00 ...olio evo ..un pizzico di sale ..un panetto di lievito di birra
Per il ripieno Bieta sbollentata condita con olio .sale .pepe. acciughe. olive nere .capperi e pancetta .... impastare la farina con due cucchiai d olio .lievito in acqua tiepida.sale ...far riposare tre ore ...dopo fare due dischi o due rettangoli e mettere il primo disco nella teglia riempire con la farcitura di bieta e coprire con il secondo disco ...bucherellare con forchetta e infornare a 180 gradi per 30 minuti circa

ciambellone paradiso RICETTA DI Mary de Nunzio


semplice da fare e buonissimo 4 albumi montati a neve e messi in frigo 150 gr di burro sbattuto con 150 grammi di zucchero incorporare 4 rossi d uovo ...
preparare 150 gr di farina 00 con 150 gr di fecola di patate con una bustina di lievito per dolci e una di vanillina e la scorza di un limone grattato .......incorporare tutte le farine con gli albumi un po per volta nel composto di burro zucchero e rossi mettere tutto in uno stampo imburrato e infarinato e infornare a 180 gradi per 30 minuti una volta freddo spargere di zucchero a velo

Pane e scacce ragusane RICETTA DI Mary de Nunzio


ho impastato 1,5 kg di farina 0 500 gr di farina di semola de cecco 500 gr di farina manitoba 500 gr di farina w 370 70 gr di sale olio evo un panetto di lievito di birra due cucchiaini di zucchero in totale 3 kg di farina messo a lievitare in frigo per 24 ore
ho fatto due pagnotte di pane e con il restante impasto ho fatto le scacce 2 le ho farcite con ricotta sale pepe prezzemolo olio salsicce parmigiano 3 le ho farcite con pomodoro sale pepe olio prezzemolo salsicce mozzarella e formaggio romano ....in forno a 250 quanto basta

Cestini di pasta sfoglia ripieni di carne RICETTA DI Mary de Nunzio


.Fettine di suono in cesta : fare i cestini con la pasta sfoglia e tenere da parte ...in una padella con olio mettere a rosolare la carne tagliata e pezzetti e infarinata ...
dopo aggiungere un trito di carote e cipolle ...sale ..paprika ..concentrato di pomodoro ..aromi e un bicchiere di vino bianco ..cuocete a fiamma bassa 15-20 minuti...dopo riempire i cestini e mangiare caldo

domenica 22 gennaio 2017

Ciambella dolcificata con Stevia anche per diabetici


Tempo 1 ora; media difficoltà Ingredienti per 4 persone circa 1/2 yogurt magro 150 g di farina integrale 2 uova succo di 2 grosse arance buccia grattugiata di arancia (non trattata) 1/2 bustina di lievito per dolci 15 g di Stevia ( circa un cucchiaio da tavola) semi di sesamo Ciambella dolcificata con Stevia anche per diabetici
In una ciotola versate la Stevia e al centro le uova, sbattete con una frusta fino a che sono ben montate a crema. Aggiungete la farina,, il lievito, la buccia di arancia, mescolate delicatamente e aggiungete man mano il succo delle arance, sempre mescolando. Si deve ottenere un composto morbido. Imburrate uno stampo da ciambella, spolverizzatelo con un poco di farina e poi versate il composto, muovendo lo stampo per livellarlo. Spargete sulla superficie i semi di sesamo. Mettete in forno caldo a 180°, per 1/2 ora circa; verificate la cottura con uno stecchino, se ancora umido lasciate la ciambella per altri 5 minuti. Lasciate raffreddare e poi togliete dallo stampo. Servite la Ciambella dolcificata con Stevia al mattino a colazione o con il tè del pomeriggio. L’utilizzo della farina integrale, della Stevia al posto dello zucchero, dei semi di Sesamo, dell’assenza di olio o burro, dell’uso di succo di arancia, rende questa ricetta indicata al consumo, naturalmente moderato, anche a chi ha problemi di diabete o di sovrappeso.

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Torta pan brioche


Ingredienti: 300 gr. di farina 00. 300gr.di farina manitoba. 2 uova da 60gr.ogni una + un uovo per spennellare. 70gr.di zucchero semolato. 180 ml.di latte tiepido. Un pizzico di sale. 70gr.di burro morbido. 1/2 cubetto di lievito di birra. 1 bustina di vanillina. 250 ml.di panna da montare. 40gr.di zucchero a velo. 1 stampo a cerniera di cm.26 di diametro circa. Zucchero a velo per decorare.
Preparazione: Per prima scaldare appena il latte, toglierlo dal fuoco e sciogliervi dentro il lievito di birra e mettere da parte. Ora in un recipiente abbastanza grande versare le farine setacciate, le uova intere, lo zucchero e vanillina, poi il burro morbido e infine il latte con il lievito. Quindi impastare il tutto con le mani, fino a quando l'impasto risulti morbido e omogeneo. Poi formare una palla, che coprirete con pellicola e lascerete lievitare nel forno spento per 2 ore circa o fino al raddoppio del volume. Trascorso il tempo di riposo prendete l'impasto e ponetelo nello stampo imburrato e infarinato, infine spennellate tutta la superficie con l'uovo sbattuto, poi con una leggera pressione con un coltello su tutta la superficie formate delle linie, come delle finte fette. Cuocere la torta di pan brioche in forno preriscaldato a180° per 30- 40 minuti circa. Trascorso questo tempo togliere la torta dal forno e farla raffreddare, dopodiché montare la panna con fruste elettriche aggiungendo lo zucchero a velo. Tagliare la torta formando 2 dischi, mettere la panna su tutta la base del primo disco e poi coprire con l'altro disco e completare con una spolverata di zucchero a velo.

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Ciambella Abbraccio RICETTA DI DANIELA CURCIO


Per una teglia dal diametro 24 400 gr di farina 150 gr di burro danese 3 uova 200 gr di zucchero 1 pizzico di sale 30 gr di cacao amaro 200 ml di latte 1 bustino di lievito
Dapprima si lavora con la frusta lo zucchero con il burro precedentemente sciolto, si aggiungono le uova e il pizzico di sale, si mescola per bene, poi si aggiunge la farina miscelata con il lievito , a filo si versa il latte , si imburra e s'infarina una teglia adatta per le ciambelle, si versa metà del l'impasto bianco e all'altra metà si aggiunge il cacao , si aggiunge al resto dell'impasto e si cuoce in forno a 180 gradi per 30 minuti.

Ciambella bicolore


Ingredienti: 300 g di farina 220 g di zucchero pizzico di sale 4 uova 150ml di olio di semi 120ml di acqua 1/2 bustina di lievito per dolci 40g di cacao amaro 60 ml di acqua
Preparazione: Dividete i tuorli dagli albumi, montare prima quest'ultimi con 70 g di zucchero fino a quando non saranno belli sostenuti. Togliete dalla planetaria e mettere da parte. Intanto montare i tuorli con il restante zucchero Aggiungete prima l'olio , poi a seguire l'acqua Setacciate la farina con il lievito e il pizzico di sale, versate nel composto di uova e mescolate a mano fino ad amalgamare bene. Unite gli albumi montati a neve. Dividete il composto in due ciotole Sciogliete il cacao in una ciotolina con i 60ml di acqua, e versatelo in una delle due creme, amalgamate bene. Procedete a comporre la torta. In uno stampo bene imburrato e infarinato adiagiate sopra il composto chiaro e poi quello al cacao Cuocete in forno preriscaldato a 180 ° in modalità statico

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Pan brioche ripieno di nutella RICETTA DI Cannena Suriano


ingredienti550 gr di farina oo 250 ml di latta 50 ml di olio di semi 1 uovo 1 cubetto di lievito di birra un aroma alla vaniglia o arancia 100 gr di zucchero.
Riscaldate appena il latte e sciogliere il lievito di birra e mescolate.Aggiungete il testo degli ingredienti e impastata fino a rendere il composto sodo e compatto.Lievitate due ore poi formare le palline e far lievitare ancora un ora.spennellate con un tuorlo e un po’ di latte e cuocere a 160 gradi per circa 30 minuti

CIAMBELLA FETTA AL LATTE


Ingredienti: 200 gr farina 200 gr zucchero 3 uova 100 ml di olio 125 ml di latte 3 cucchiai cacao amaro 1 bustina lievito per dolci x farcire 1 bicchiere di nutella 200 ml di panna zucchero a velo (facoltativo)
Preparazione: Mescolate lo zucchero con le uova e montare fino a che diventano 1 composto schiumoso poi aggiungere gli altri ingredienti e mischiare bene,mettere in 1 teglia x ciambella precedentemente oleata e infarinata e infornare a 180° per circa mezz'ora. Farla raffreddare , intanto montare la panna.Prendete la ciambella ormai raffreddata tagliarla in due,scavate un poco di mollica nell'interno x dar posto alla farcitura e spalmare la nutella e poi mettere la panna e chiudere la torta e spolverate di zucchero a velo.

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Ciambelline al forno. RICETTA DI Angela Pontillo


ingredienti230 ml di latte 60 g di zucchero 1 uovo 459 g di farina 00 15 g di lievito di birra 100 g di burro morbido Vaniglia Un pizzico di sale.
Impastare tutto. L' impasto deve essere morbido e non si deve appiccicare alle mani. Far lievitare per 1 ora. L' impasto deve raddoppiare. Poi rilavorare l' impasto ( si deve sgonfiare), stenderlo con il mattarello . Deve essere alta 1 cm. Con un coppapasta fare le ciambelline ( io ho usato le formine per la crostata e per il buco un tappo di bottiglia). Mettere su carta da forno e far lievitare per 1ora. Poi mettere al forno per 15/20 minuti a 180 gradi. In una pentola sciogliere il burro. Spennellare le ciambelline e passarle nello zucchero semolato.


MESSAGGIO DI UN ANGELO…DEDICATO A TE!


Sii felice…
Quando pensi che tutto sia perso, è proprio quello il momento di ricominciare, raccogli ciò che di buono sei riuscito a creare e portalo con te, il resto lascialo. Vestiti di un sorriso e di tanta speranza allena il tuo cuore per le future battaglie e impara da quelle che tu chiami sconfitte. Ricorda, c’è un tempo per piangere e un tempo per sorridere, SEMPRE se questo è il giorno della tua lacrima ricordati che domani si potrà trasformare in sorriso se tu lo vorrai.
Gli ANGELI ti sono accanto qualunque cosa tu vivi, quando ti senti più sola è perchè non tendi loro l’orecchio del cuore. Liberati dai pensieri negativi allenta il legaccio che da sola ti stringi nel tuo grande cuore e continua a respirare, vedrai che il ritmo del tuo cuore aumenterà con i battiti della tua vita. Ascolta gli altri, ama e sorridi, riappropriati di ciò che sei e VOLA, vola più in alto del sole e sii felice… perchè è questo che desidera Dio da te, oggi e sempre…
SII FELICE.

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Metti 200 gr. di sale grosso in un angolo della casa o su un mobile. Ecco cosa succede

Spesso gli strumenti di pulizia più efficaci sono i più semplici. In tutte le case si trova un prodotto strabiliante per le pulizie domestiche e il bucato, una vera risorsa, una panacea naturale per le faccende di casa che non tutti conoscono in questa veste e ad un costo veramente accessibile: impariamo come pulire con il sale!

Pulire con il sale: un’arte antica, economica e davvero efficace

1 – Per igienizzare i pavimenti potete mescolare all’acqua una manciata di sale grosso disciolto con dell’aceto bianco, luciderà anche le superfici.

 2 – Il sale è ben noto per le sue proprietà di assorbire l’umidità per prevenire la muffa su muri e pareti. Potete anche creare un deumidificatore assolutamente naturale e fai-da-te mettendo in un contenitore circa 200 gr di sale grosso e ponendolo in un angolo della casa o sopra un mobile. Se aggiungete anche un cucchiaio di bicarbonato sarà un valido assorbi odori a costo irrisorio e senza sostanze nocive. Potete anche usare una manciata di sale e bicarbonato per eliminare gli odori persistenti all’interno delle scarpe, lasciate agire un’intera notte e poi spazzolate bene.

 3 – Puoi pulire con il sale gli oggetti in argento, ottone o rame anneriti. Mescola del sale con farina e aceto e strofina, poi risciacqua con acqua tiepida e asciuga per la lucidatura finale.

 4 – L’ideale è pulire con il sale e il limone l’acciaio del lavello e dei piani di lavoro, splenderà come nuovo.

 5 – Se hai delle pentole con il fondo annerito o bruciato, provate a pulire con il sale e l’aceto mescolati ad un po’ di succo di limone e farina. E’ u n vero trattamento di bellezza per le pentole in acciaio. Potete usare del sale anche per pulire la piastra del ferro da stiro usurata o sporca. Pulire con il sale: il bucato vi ringrazierà!

6 – Pulire con il sale è ottimo anche nel settore bucato: se i colori dei vostri vestiti vi sembrano sbiaditi dal tempo e dai lavaggi, immergendoli in acqua fredda, sale grosso e aceto bianco, otterrete capi come nuovi con colori vivaci e brillanti. La stessa cosa potete farla anche per eliminare il giallo su tessuti bianchi di cotone o lino: possibilmente lasciare a bagno una notte intera. Infine potete anche utilizzare questa pozione magica quando volete fissare dei colori nuovi ai vostri vestiti o quando i bambini vi confezionano degli strofinacci o delle magliette dipinti con i colori per le varie ricorrenze. 

7 – La magia del sale è anche da provare sulle macchie! Basterà mettere sulla macchia un cucchiaio di sale per assorbire l’unto, poi strofinare e sciacquare con acqua calda! Ottimo metodo anche sulle macchie di vino! Per le macchie di sudore potete usare aceto bianco da versare sulla macchia, lasciare a mollo poi con 2 cucchiai di sale grosso, strofinare e risciacquare con cura.

8 – Per pulire i tappeti e la moquette potete usare una spazzola e usare acqua, sale, e aceto. Ottimo anche per eliminare gli acari se proprio non si possono o non si vogliono eliminare i tappeti! Pulire con il sale in cucina

9 – E’ di vecchia data la diatriba fra chi lava la moka e chi sostiene che il sapone ne rovini irrimediabilmente l’uso intaccando l’aroma del caffé. Io sono di questa idea e dunque per pulire ogni tanto la caffettiera per poterla igienizzare verso 3 cucchiai di sale e sfrego le pareti con l’aiuto di una spugnetta inumidita con del succo di limone. Mi raccomando di risciacquare bene il tutto.

 10 – Per pulire bene frutta e verdura aggiungete del sale grosso all’acqua corrente per eliminare residui superficiali tossici e polveri. Inoltre questo trattamento previene l’annerimento della frutta.

 11 – Se fate una bella grigliata non dimenticate di spolverizzare la griglia o la padella con del sale grosso per ridurre l’emissione del fumo e riduce un po’ la fiamma senza diminuire la temperatura della griglia.

 12 – Pulire con il sale gli oggetti arrugginiti li farà tornare nuovi mescolando sale, acqua calda e limone o aceto, una vera soluzione anche per ingranaggi arrugginiti, chiavi e cerniere. Lasciate a bagno e strofinate.

 13 – Mettete a bagno con dell’acqua fredda e sale le spugne del bagno o della cucina per igienizzarle, deodorarle e farle durare per più tempo!

 14 – Potete pulire con il sale le tazze macchiate di té e caffé per sbiancarle. Potete fare lo stesso anche per pulire le bottiglie a fondo anche dove non arriva la mano: aiutatevi eventualmente con un pulisci bottiglie, mettete una bella manciata di sale, un po’ di aceto, scuotete la bottiglia tenendola chiusa con una mano e risciacquate più volte.

 15 – Se volete togliere dalle mani l’odore di pesce o aglio potete strofinarle con sale e aceto, ottimo anche per sgrassarle.

 16 – Se volete tenere lontane le formiche basterà spolverizzare del sale sulla soglia di porte e finestre.

 A tutto ciò possiamo anche aggiungere un tocco esoterico, cioè la credenza secondo la quale il sale abbia anche un potenziale benefico che possa allontanare il malocchio, gli influssi negativi, assorba proprio la negatività che ci circonda e rilasci energia purificata.

 Naturalmente non parliamo di qualcosa di scientifico e comprovabile e ognuno è libero di crederci o meno ma senz’altro, probabilmente, tutto ciò è anche legato all’arte antica di pulire con il sale che ha le proprietà pulenti di cui abbiamo parlato.

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Un antidolorifico da 10 e lode (più potente del cortisone), ecco come lo zenzero ti libera dal “male”

Quando si dice che la natura è un miracolo, non lo si dice tanto per dire, ma perché è esattamente così... Per esempio la natura fornisce tutta una serie di sostanze davvero preziose. Prendiamo lo zenzero, oltre a bruciare i grassi e a essere un ottimo rimedio contro il raffreddore, lo zenzero è anche un antidolorifico davvero potente. È quanto emerso da uno studio condotto da un team di ricercatori dell’Università di Copenhagen secondo il quale lo zenzero sarebbe più efficace dell'ibuprofene e addirittura del cortisone per trattare le infiammazioni. (Continua leggere dopo la foto)

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Arthritis. Dallo studio è emerso come l’ibuprofene, uno dei più comuni farmaci antidolorifici, non abbia alcun effetto sulla produzione di citochine, delle molecole proteiche che possono causare infiammazione nell’organismo e portare alla comparsa del dolore. Sono stati invece identificati come antinfiammatori efficaci sia il cortisone che l’estratto di zenzero. Inoltre, a differenza del cortisone,
lo zenzero non ha effetti collaterali: la somministrazione di cortisone può invece condurre alla comparsa di conseguenze indesiderate per l’organismo come gonfiore, debolezza muscolare,pressione alta, ansia e problemi di insonnia. Inoltre lo zenzero è molto utile per prevenire il raffreddore o ad alleviare il mal di gola. Mangiandone infatti un pezzetto fresco, si hanno subito dei grandi benefici. Per di più lo zenzero calma la tosse: un infuso di zenzero aiuta a eliminare il muco dalle vie respiratorie e anche a curare la tosse.

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sabato 21 gennaio 2017

A volte piango, perché sono stanca di essere forte ( leggetela è bellissima)


Concediamoci ogni tanto questa licenza per sfogarci e per recuperare il contatto con noi stessi. Non vuol dire essere deboli, ma capire i nostri limiti e le nostre capacità.

 A volte siamo esausti, abbiamo raggiunto il limite delle nostre forze e abbiamo bisogno di lasciarci andare. Piangere non significa arrendersi e tanto meno è un segno di debolezza. allergia_acqua

 A volte non abbiamo altra scelta che ricorrere a questo sfogo perché siamo stanchi. Stanchi di essere forti. Perché la vita ci sta chiedendo troppo e le persone intorno a noi non sempre vedono tutto quello che stiamo facendo senza chiedere niente in cambio.

Non portate il peso del mondo sulle vostre spalle. Caricate solo ciò che è davvero essenziale per voi e non dimenticate mai che il vostro cuore ha bisogno di uno spazio privilegiato per voi stessi. E se avete bisogno di piangere, fatelo, perché anche i forti se lo possono permettere.

 Non possiamo essere sempre forti Forse anche voi siete stati educati all’idea che le lacrime devono essere “trattenute”, che la vita è difficile per tutti e piangere non serve a niente. Questa idea, a lungo andare, può essere dannosa a livello emotivo.

 Spesso reprimiamo il pianto cercando di nascondere quello che proviamo e lasciando credere, sotto false apparenze, che tutto vada bene. Sforzarsi di sembrare “normali”, nascondere sentimenti e problemi, finirà non solo per tacere le vostre emozioni di fronte agli altri, ma anche a voi stessi. Le emozioni soffocate sono problemi non affrontati. Un problema non gestito è un’emozione che finisce per essere somatizzata sotto forma di mal di testa, stanchezza, tensione muscolare, nausea e problemi digestivi. Non si può essere sempre forti, così come non si può nascondere disagio o tristezza per tutta la vita. Non è sano né igienico. È importante concedersi qualche istante di sfogo in cui le lacrime agiscono come autentico anti stress.

 Piangere è una cura. Le lacrime sono uno sfogo, rappresentano il primo passo verso il cambiamento. Piangere significa accettare le nostre emozioni e liberarle. Dopo il pianto, arriva la calma, ci sentiamo più rilassati, più capaci di vedere la realtà e di prendere decisioni.

La necessità di essere forti quando la vita ci chiede troppo Solo voi conoscete gli sforzi che vi hanno portati dove siete e se avete dovuto rinunciare a qualcosa per le persone che amate.

 Tutto questo lo avete fatto come libera scelta, perché lo volevate, perché era giusto farlo; ma arriva sempre un momento in cui sembra che la vita, e ancora di più le persone che ci stanno intorno, non ci trattino con lo stesso riguardo.

 Dobbiamo essere forti di fronte ad una società che non aiuta in ambito lavorativo o sociale. Mostrare forza di fronte ad una famiglia che non sempre è facile da tenere unita, genitori, fratelli o fidanzati che spesso non tengono conto delle nostre esigenze.
E arrivano quei giorni in cui non ne potete più di essere forti, di farvi carico di tutto. Piangere diventa una necessità.

 È importante stabilire un limite, far sì che la vita ci chieda solo quello che possiamo offrirle Nessuno è in grado di dare più di quello che ha. È impossibile portare allegria e felicità in famiglia se in cambio non vi ripagano con lo stesso affetto.

 La soluzione sta nell’equilibrio che ci serve per essere forti, per adempiere ai nostri impegni e per raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti tenendo conto delle difficoltà. Essere forti vuol dire, per prima cosa, stare bene con noi stessi. Coltivate la vostra crescita personale, ritagliate momenti solo per voi stessi, godete dei vostri affetti. Amate tutte le persone che vi stanno vicino e, soprattutto, voi stessi. Il più forte è chi sa amare e allo stesso tempo, amarsi. Non è un discorso di egoismo. Essere forti significa anche liberarci dai pesi che intralciano la nostra crescita, che attentano al nostro benessere e che ci fanno soffrire. Si sa, spesso fa male, ma è necessario smettere di dare priorità a chi non ci considera.

Essere forti implica permettersi di essere “debole” di tanto in tanto. Che cosa vuol dire?

Avete tutto il diritto di dire che non ce la fate a reggere qualcosa, che una situazione è superiore alle vostre forze e che non potete assumere più responsabilità di quelle che già avete.
Avete il diritto di dire che non ce la fate più, che avete bisogno di riposo. Avete diritto a ricevere rispetto, affetto e gratitudine. Chi ha bisogno di voi deve capire che anche voi avete bisogno di loro. E, naturalmente, avete tutto il diritto ad un momento di sfogo, di intimità, per passeggiare e pensare a voi stessi, piangere, dare ascolto ai vostri pensieri ed emozioni, prendere decisioni e andare avanti. 

Perché la vita alla fine è questo. Percorrere la nostra strada rimanendo in equilibrio e cercando di stare bene dentro.

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Zeppoline al rum con crema pasticcera


Per l’impasto: 300 g di farina 00 200 g di farina manitoba 4 g di lievito di bitta disidratato mastro fornaio (o ½ panetto fresco) 50 g di zucchero 2 uova medie 250 ml di latte 40 ml di rum 1 cucchiaio di estratto di vaniglia

Preparazione: Versare le farine, lo zucchero e il lievito nella bacinella della planetaria, munita di gancio, e miscelare per bene. Versare il latte, il rum, la vaniglia e le uova in un boccale e battere con una forchetta. Azionare la macchina e versare pian piano tutto il liquido. Lasciar lavorare la macchina per 10-15 minuti. Coprire con pellicola (non a contatto) e mettere a lievitare per un paio d'ore dentro il forno spento con la lucina interna accesa. Nel frattempo preparare la crema pasticcera.
Per la crema pasticcera 500 ml di latte 3 tuorli 4 cucchiai di zucchero 1 baccello di vaniglia (o un cucchiaio di estratto) 40 g di farina 40 ml di rum

 Preparazione: Versare il latte in un pentolino, aggiungere la vaniglia e scaldare a fuoco moderato. In una terrina sbattere le uova con lo zucchero ed unire la farina. Versarci dentro un po' di latte tiepido e sciogliere il composto. Aggiungere il preparato al resto del latte, portare sul fuoco e girare con una frusta finché la crema raggiunge la giusta consistenza. A fine cottura versare il rum ed amalgamare bene. Coprire con pellicola a contatto e lasciar raffreddare prima a temperatura ambiente poi in frigo. 

Inoltre occorrono 1 litro di olio d’arachide per friggere q.b. zucchero semolato

 Trascorso il tempo di lievitazione, ungersi le mani con l’olio, staccare delle palline di impasto e friggerle in abbondante olio bollente. Sgocciolarle nella carta assorbente poi passarle nello zucchero semolato. Infine, con una siringa, riempirle di crema pasticcera. Dose per circa 30 pezzi.

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IL GIUDIZIO DELLA GENTE



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Stelle filanti croccantissime


Ingredienti: ricetta di Luca Montersino. 400 gr. di farina Manitoba, 60 gr. di zucchero a velo, una bustina di vanillina, un pizzico di sale, 85 gr. di uova intere, 30 gr. di rossi d’uova, un cucchiaino di lievito per dolci, 50 gr. di latte intero, 10 gr. di aceto bianco, 40 gr. di burro, scorza di limone grattugiata, grappa quanta ne serve per impastare. Zucchero a velo per decorare.
Procedimento: mescolare prima tutti gli ingredienti secchi, poi aggiungere gli altri e impastare. Stendere la pasta con l’apposita macchinetta fino allo spessore n.6. Tagliare le strisce di pasta a strisce lunghe quanto più possibile e avvolgere le suddette strisce sui cannelli di acciaio appositi per cannoli. Friggere in abbondante olio di girasole, scolare su carta assorbente e rimuovere delicatamente il cannello (uscirà da solo). Spolverare con abbondante zucchero a velo.

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Acciuleddi glassati


Dosi & Ingredienti DOSI PER 12 persone FARINA MANITOBA 250 gr FARINA 00 250 gr BURRO MORBIDO 100 gr ZUCCHERO SEMOLATO 50 gr ZUCCHERO A VELO 50 gr UOVA 1 ACQUA FREDDA mezzo bicchiere - MIELE DI ACACIA 200 gr ARANCE 1 OLIO DI SEMI abbondante o strutto - Attrezzature CASSERUOLA / CIOTOLA / PADELLA
Preparazione
1 In una unite la farina setacciata con il burro morbido tutto lo zucchero e l'uovo.
2 Unite l'acqua fredda ed impastare fino ad amalgamare gli ingredienti (servirà circa mezzo bicchiere di acqua).
3 Impastare per 8 minuti in modo che lo zucchero presente nell'impasto si sciolga.
4 Avvolgete nella pellicola trasparente e fate riposare in frigorifero per 30 minuti.
5 Prendete l'impasto a piccoli pezzi in modo da formare dei rotolini sottili di circa 12/15 cm di lunghezza e poi proviamo a piegarli in due e ad arrotolarli a spirale.
6 Trasferite sopra della carta forno.
7 In una casseruola dai bordi alti portate a temperaturo l'olio (oppure lo strutto) e friggere ricordandovi di mantenere la fiamma media.
8 Per la glassa.
9 Sbucciare l'arancia prelevando solo la parte più esterna. In una padella dai bordi alti mettete la scorza e il miele e fate scaldare per qualche minuto.
10 Spegnete il fuoco e mettete gli acciuleddi nella padella, mescolare in modo che i dolcetti si inzuppino bene nel miele.

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Le graffe


Ingredienti 1 kg. di farina 00, 20 gr. di sale, 50 gr. di zucchero, 500 ml. di acqua o latte (circa), 1 cubetto di lievito di birra, 100 gr. di burro a temperatura ambiente., 2 uova, 2 bustine di vanillina, buccia grattugiata di un limone.
PROCEDIMENTO : Sciogliere il lievito e lo zucchero nell’acqua, unire la farina e iniziare ad impastare. Miscelare il sale con le uova, e aggiungere gradatamente all’impasto, aggiungere gli aromi. Infine, incorporare il burro e impastare bene il tutto fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Lasciare lievitare fino al raddoppio. Formare le graffe e lasciare lievitare per mezz’ora. Friggere in olio bollente e passare nello zucchero semolato...nelle foto quantità realizzate con metà dose.

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FRITTELLE LUNGHE SARDE ("zippulas" o "frisjoli" o "cattas")


INGREDIENTI: 500 g. di farina di semola rimacinata 500 g. di farina “00” Un litro di latte 25 g. di lievito birra fresco Un grosso limone Un grosso arancio ½ bicchierino di acquavite o grappa ½ bicchierino di liquore d’anice Zucchero semolato q.b. Un litro d’olio di arachidi Versare in una capiente ciotola le due farine e mescolarle; intiepidire il latte, sciogliervi il lievito ed unirlo gradatamente alle farine, impastando con un movimento circolare. Continuare la lavorazione per un po’, sollevando e sbattendo l’impasto con una sola mano dall’alto verso il basso, ed aggiungervi quindi la scorza grattugiata dell’arancio, quella del limone ed i liquori. Continuare a lavorare per almeno un quarto d’ora fino ad ottenere un composto liscio e morbido. Coprire la ciotola con della pellicola da cucina e fare lievitare in un luogo tiepido e privo di correnti d’aria per circa un’ora: l’impasto deve raddoppiare, ed e’ pronto quando si formeranno sulla sua superficie delle bollicine. Versare l’olio in una padella antiaderente piuttosto larga e procedere alla frittura non appena raggiunge la giusta temperatura (per verificare cio’, versarvi un cucchiaio d’impasto: se quest’ultimo a contatto con l’olio si gonfia subito, si puo’ procedere alla realizzazione delle frittelle).


La difficolta’ maggiore nella realizzazione di questa ricetta sta proprio in questa fase, che richiede una certa manualita’: e’ indispensabile utilizzare un imbuto con un’apertura di circa 2,5 cm., possibilmente munito di un manico lungo per evitare di scottarsi con l’olio caldo mentre si fa scendere l’impasto nella padella; in alternativa, si puo’ utilizzare una bottiglia d’acqua capovolta della capacita’ di 1500 ml. precedentemente tagliata lungo la sua meta’. Il procedimento e’ il seguente: inumidire l’imbuto con dell’acqua e versarvi con un mestolo un po’ di composto tappandone momentaneamente l’apertura con l’indice ed il medio di una mano; avvicinare la bocca dell’imbuto alla superficie dell’olio caldo e lasciarvi cadere l’impasto disegnando una lunga spirale, partendo dal centro della padella verso l’esterno in senso orario; questa operazione va effettuata piuttosto lentamente, avendo cura al contempo di controllare con l’altra mano la frittella che si sta gonfiando, allontanandola con una forchetta dall’impasto ancora crudo che si sta continuando a versare. Appena la spirale di frittella assumera’ un bel colore dorato, capovolgerla e farla cuocere anche dall’altro lato. Sgocciolare man mano le frittelle cosi’ ottenute su della carta assorbente da cucina e passarle nello zucchero semolato, facendolo aderire abbondantemente su tutta la superficie. Procedere cosi’ fino all’esaurimento dell’impasto. Servire calde.

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venerdì 20 gennaio 2017

Zeppole di ricotta


Ingredienti per circa 20 zeppole: 350 gr di farina 00 250 gr di ricotta 120 gr di zucchero 1 di uovo succo e buccia di 1 di arancia (circa 80 ml) 2 cucchiaini di lievito per dolci olio di semi zucchero
PROCEDIMENTO Mettete in una ciotola la farina, la ricotta, l’uovo, il succo e la buccia grattata dell’arancia, lo zucchero ed il lievito.

Impastate fino a formare un panetto morbido ed omogeneo. Fate riposare quindi l'impasto per una decina di minuti

Mettete ora l'impasto su una spianatoia infarinata e dividetelo in pezzetti di 40 grammi di peso ognuno

Formate ora dei cordoncini con ogni pezzetto

Poi itrecciateli all’estremità

Disponete man mano le zeppole ottenute sulla spianatoia infarinata.

Friggete ora le zeppole in un pentolino con l'olio bollente.

Una volta dorate, sollevatele con una schiumarola e mettetele su un foglio di carta da cucina.

Passatele poi in un piatto in cui avrete messo zucchero semolato e buccia d'arancia e servite

fonte foto dal web

Zeppole di patate


Ingredienti per 30 zeppole: 500 gr di patate 800 gr di farina 00 circa (dipende da quanta ne assorbono le patate) 5 uova 5 cucchiai di limoncello 4 cucchiai di zucchero 50 gr di burro 1 scorza di limone grattugiata 25 gr di lievito di birra olio di semi 150 gr di zucchero
PROCEDIMENTO COME FARE LE ZEPPOLE DI PATATE Lessare le patate in abbondante acqua per 40 minuti circa. Appena le patate sono cotte, ancora calde, spellarle e passarle nello schiacciapatate e disporle al centro della farina. Disporre la farina sulla spianatoia e al centro disporre le uova, lo zucchero, il burro ammorbidito, il lievito di birra e le patate schiacciate

Lavorare incorporando man mano la farina e il limoncello.


Appena l'impasto inizierà a prendere consistenza, aggiungere la scorza grattugiata di limone.


Impastare il tutto fino ad ottenere un impasto liscio e non appiccicoso e formare un panetto morbido.


Formare con l'impasto dei cordoncini di un centimetro e mezzo di spessore.


Tagliarlo quindi in pezzi lunghi una ventina di centimetri e incrociarne le estremità in modo da ottenere delle ciambelle.


Mettere a lievitare le zeppole sulla spianatoia al caldo per circa 2 ore, distanziandole le une dalle altre.


In una padella dai bordi alti versare l’olio di semi e quando l’olio sarà bollente, calare le zeppole.


Friggere le zeppole per 3-4 minuti o finché non saranno dorate.


Lasciar sgocciolare le zeppole e, ancora calde, passarle nello zucchero in modo che si ricoprano di zucchero su tutta la superficie.


Servire le zeppole appena tiepide.

fonte foto dal web

giovedì 19 gennaio 2017

Le persone ansiose sono anche le più intelligenti : questo studio spiega il perchè


L’ansia è un’emozione universale che, di per sé, non sarebbe inadeguato provare poiché rappresenta una parte necessaria della risposta allo stress. Essa rappresenta, infatti, un meccanismo di difesa volto ad anticipare la percezione del pericolo prima ancora che si sia chiaramente manifestato, mettendo in moto i meccanismi fisiologici che spingono, da un lato all’esplorazione per individuare il pericolo ed affrontarlo nella maniera più adeguata e, dall’altro, all’evitamento, alla fuga. È per questo che tutti noi ne abbiamo esperienza diretta e siamo così in grado di comprendere immediatamente l’ansia degli altri e di immedesimarci nel loro stato d’animo.

 Nella nostra vita -a meno di non vivere sotto una campana di vetro- sono pluriquotidiane le situazioni che possono attivare l’ansia: nella maggior parte dei casi si risolvono positivamente, senza provocare conseguenze negative, ed il superamento di queste esperienze, in quanto fenomeno fisiologico, rappresenta un elemento fondante dello sviluppo e della maturazione della personalità.
Se, però, non riusciamo a superare positivamente una situazione di pericolo o se allo stato d’allarme non corrisponde un pericolo reale da affrontare e risolvere, allora l’ansia, diviene una risposta sproporzionata o irrealistica ed assume la connotazione di un disturbo psichico che, invece che elemento di crescita e maturazione, diventa un elemento di disgregazione della personalità e che, invece di favorire l’adattamento all’ambiente, provoca disadattamento e rende necessario un intervento terapeutico.

PERCHÈ LE PERSONE ANSIOSE SONO LE PIÙ INTELLIGENTI? Temete sempre possa accadere qualcosa di grave? Pensate e ripensate? Vivete in un continuo stato di ansia? Vuol dire che siete più intelligenti della media. In Canada su di un gruppo di studenti ha scoperto che gli ansiosi sono in realtà mediamente più intelligenti di chi vive in pace con se stesso e tiene a bada le proprie emozioni. L’intelligenza riguarda il settore linguistico-verbale: questo significa che le persone ansiose sono in gradi di spiegarsi meglio e hanno una migliore capacità linguistica rispetto alle persone più calme e posate. Il motivo è che l’ansia comporta una iperattivazione delle facoltà cognitive, così come la depressione e questi due stati mentali, anche nel caso in cui diventino patologici, rendono nel soggetto più sviluppata la capacità linguistica. Uno degli studiosi ha poi spiegato alla ricerca scientifica Personality and Individual Differences: «È possibile che gli individui con una maggiore intelligenza linguistico-verbale siano più abili nell’analizzare gli eventi presenti e futuri nel dettaglio e che proprio questa loro caratteristica li esponga a rimuginìo e ruminazione». Il risvolto negativo della medaglia è che gli stati di agitazione e ansia possono portare a un abbassamento delle difese immunitarie ed esporre più facilmente i soggetti a malattie. Quindi siete delle macchine sforna ansia? siete intelligenti, consolatevi con questo. 

Fonte 

I nonni non muoiono mai: diventano invisibili… (bellissima, da leggere)


I nonni non muoiono mai: diventano invisibili e dormono per sempre nella parte più profonda del nostro cuore. Ci mancano ancora oggi e daremmo qualsiasi cosa per ascoltare di nuovo le loro storie, per ricevere le loro carezze, per vedere quegli sguardi pieni di infinita tenerezza.

 Sappiamo che la vita funziona così: mentre i nonni hanno il privilegio di vederci nascere e crescere, noi dobbiamo essere testimoni del loro invecchiamento e del loro addio al mondo. La loro perdita è quasi sempre il primo addio che abbiamo dovuto affrontare durante l’infanzia.

 I nonni non scompaiono mai da questo mondo, essi diventano invisibili, dormono per sempre su quella che è la parte più profonda che appartiene al nostro cuore. Ancora oggi ci mancano, noi daremmo qualunque cosa per riaverli nuovamente vicino a noi, per ascoltare le loro storie, per ricevere carezze da parte loro, per vedere il loro sguardi che tanto ci mancano.

Mente i nonni ci vedono nascere e crescere, noi diventiamo i testimoni del loro invecchiamento e del loro salutare questo mondo. La loro perdita rappresenta un qualcosa che molti hanno dovuto affrontare sin dalla prima infanzia. I nonni partecipi dell’educazione dei loro nipoti, su di loro lasciano una eredità che li accompagnerà per sempre, per il resto dei loro giorni, esattamente come i semi di un amore che si vedrà ancora di più quando i nonni risulteranno invisibili.

 Al giorno d’oggi risulta comune osservare i nonno crescere i loro nipoti, rappresentano un punto di sostegno prezioso, e tra nonni e nipoti viene a formarsi un legame segnato dalla complicità profonda. La loro scomparsa può significare tantissimo, sia nei bambini che negli adolescenti.

 Gli esperti sottolineano che quando il nonno non c’è più, è sbagliato dire ai bambini cose metaforiche come “il nonno è volato su una stella” oppure “il nonno adesso dorme in cielo”, in quanto ai piccoli va concesso l’ultimo saluto in ospedale e inoltre va spiegato loro proprio il concetto del trapasso, del fatto che su questo mondo si cessa di esistere, così da evitare che i bambini possano farsi idee sbagliate. Se spieghiamo ai piccoli il tutto mediante una visione religiosa, è inoltre importanter spiegare loro anche -in maniera chiara- che il nonno non tornerà mai più. L’informazione dovrà essere breve e semplice.

 Non è inoltre necessario nascondere ai piccoli le lacrime di un adulto nel caso di un decesso.

 Anche quando non sono più tra noi in modo fisico, i nonni ci sono ancora, la loro presenza è ancora viva, nei nostri ricordi, ogni volta che lo ricordiamo, e nei nostri cuori.

 Fonte http://www.piccolestorie.net/

Mia nonna diceva che quando una donna si sente triste, deve intrecciare i suoi capelli.


Mia nonna diceva che quando una donna si sentirà triste, quello che potrà fare è intrecciare i suoi capelli: così il dolore rimarrà intrappolato tra i suoi capelli e non potrà raggiungere il resto del corpo. Bisognerà stare attente che, la tristezza, non raggiunga gli occhi, perché li farà piangere e sarà bene non lasciarla posare sulle nostre labbra, perché ci farà dire cose non vere; che non entri nelle tue mani – mi diceva – perché tosterà di più il caffè o lascerà cruda la pasta: alla tristezza piace il sapore amaro. Quando ti sentirai triste, bambina, intreccia i capelli: intrappola il dolore nella matassa e lascialo scappare quando il vento del nord soffia con forza. I nostri capelli sono una rete in grado di catturare tutto: sono forti come le radici del vecchio cipresso e dolce come la schiuma della farina di mais. Non farti trovare impreparata dalla malinconia, bambina, anche se hai il cuore spezzato o le ossa fredde per ogni assenza. Non lasciarla in te, con i capelli sciolti, perché fluirà come una cascata per i canali che la luna ha tracciato nel tuo corpo. Intreccia la tua tristezza – mi disse – intreccia sempre la tua tristezza.
“Ai tempi di mia nonna non si buttava via niente. Nemmeno l’esperienza. Un bacio era una cosa rara nella vita di una persona e veniva custodito come un tesoro. Il dolore si conservava gelosamente per non dimenticarlo. E da quello si imparava. Adesso calze, dolori e baci, consumiamo tutto, rompiamo tutto, ci disfiamo di tutto.”

(Marcela Serrano)

 Grazie per avermi difesa, anche quando dovevo essere sgridata, protetta dalle ire di mamma e papà. Di avermi voluto bene, come solo tu sai fare. Grazie nonna ti voglio bene. Se ti è piaciuto l’articolo condividilo con i tuoi amici 🙂

 Fonte fotografia: raffaelemontepaone.it

Ciò Che è Stato Scoperto sul Terremoto di Amatrice è Davvero Agghiacciante!

Tutti ricordiamo i terremoti che hanno colpito il centro Italia, con le notizie di oggi ancora di più. Negli ultimi giorni Amatrice ed il centro Italia, sono sotto la morsa del gelo. Ma i suoi abitati si trovano tutti nelle famose case promesse dai politici? Guardate il video!

 Quando calamità naturali come i terremoti sconvolgono il nostro paese, accade sempre qualcosa che in qualche modo non riusciamo a controllare, anche se c’è sempre un’attenzione mediatica molto stretta su questi episodi. È chiaro che cose come queste, scatenino una sorte di reazione nella popolazione.

 Chi ha dovuto lasciare la propria casa perché non più agile, desidera quanto prima avere un alloggio, soprattutto col freddo che sta dilagando in tutte le regioni negli ultimi mesi. Amatrice, è una delle zone più duramente colpite dal sisma ed è anche quella su cui le persone dovrebbero farsi più punti di domanda. Quando è avvenuto il terremoto, i politici si sono sempre mostrati molto vicini alla popolazione.


Ma è stato davvero così? Il malcontento generale, ha permesso di indagare su alcuni punti, soprattutto circa i soldi che sono arrivati per sostenere le spese necessari a mettere in piedi il paese. Tutti si sono dimostrati solidali, ma qualche cosa alle nostre spalle, non è andato come crediamo che sia andato.


Ci sono cose di cui tutti dobbiamo venire a conoscenza. Non è giusto che le gli italiani vengano presi in giro in questo modo. Guardate il video e ascoltatelo bene prima che venga fatto sparire da chi lo ritiene scomodo.

fonte http://www.notizieflash24.eu/

mercoledì 18 gennaio 2017

Salute e Alimentazione


















Album Davvero interessante
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fonte web

Terza Scossa di Terremoto di 5.3 di Magnitudo!

Altra forte Scossa di Terremoto di magnitudo di 5.3 nella stessa zona colpita dalle precedenti scosse. La situazione è delicatissima a causa della neve e grande apprensione e paura per le popolazioni colpite. Metro evacuata a Roma. Seguiranno Aggiornamenti.
fonte

C’è vita dopo la morte La tesi choc dello scienziato

La teoria di un famosissimo scienziato prova a spiegare come la vita va avanti per sempre. Tramite la nostra coscienza. Vi è un libro dal titolo abbastanza complesso: "Biocentrism: How Life and Consciousness Are the Keys to Understanding the Nature of the Universe" che sta avendo un notevole successo su Internet. Il concetto di fondo prova a spiegare come la vita non finisce quando il nostro corpo muore, ma invece può andare avanti per sempre. Tramite la nostra coscienza. L'autore di questa pubblicazione, il dottor Robert Lanza, è stato votato come il terzo miglior scienziato in vita dal New York Times, stando a quanto riportato su Spirit Science and Metaphysics. Lanza, esperto in medicina rigenerativa e direttore del Advanced Cell Technology Company negli Stati Uniti, è anche conosciuto per la sua approfondita ricerca sulle cellule staminali e per l'aver clonato diverse specie di animali in via d'estinzione. Ma da un po' di tempo ha deciso di dedicarsi anche alla fisica, meccanica quantistica e astrofisica. Questa miscela esplosiva di conoscenze ha dato vita ad una sua nuova teoria, quella del biocentrismo.


Essa insegna che la vita e la coscienza sono fondamentali per l'universo e praticamente è la coscienza stessa che crea l'universo materiale in cui viviamo e non il contrario. Prendendo la struttura dell'universo, le sue leggi, forze e costanti, queste sembrano essere ottimizzate per la vita, il che implica che l'intelligenza esisteva prima alla materia. Lanza sostiene inoltre che spazio e tempo non siano oggetti o cose, ma piuttosto strumenti della nostra comprensione: “portiamo lo spazio e il tempo in giro con noi, come le tartarughe con i propri gusci”. Nel senso che quando il guscio si stacca (spazio e tempo), noi esistiamo ancora. La teoria implica che la morte della coscienza semplicemente non esista. Esiste solo sotto forma di pensiero, perché le persone si identificano con il loro corpo credendo che questo prima o poi morirà e che
la coscienza a sua volta scomparirà. Se il corpo genera coscienza, allora questa muore quando il corpo muore, ma se invece il corpo la riceve nello stesso modo in cui un decoder riceve dei segnali satellitari, allora questo vuol dire non finirà con la morte fisica. In realtà, la coscienza esiste al di fuori dei vincoli di tempo e spazio. È in grado di essere ovunque: nel corpo umano e fuori da esso. Lanza ritiene inoltre che universi multipli possano esistere simultaneamente. In un universo, il corpo può essere morto mentre in un altro può continuare ad esistere, assorbendo la coscienza che migra in questo universo. Ciò significa che una persona morta, durante il viaggio attraverso un tunnel non finisce all'inferno o in paradiso, ma in un mondo simile, a lui o a lei, una volta abitato, ma questa volta vivo. E così via, all'infinito. Senza ricorrere a ideologie religiose lo scienziato cerca quindi di spiegare la coscienza quantistica con esperienze precedenti alla morte, proiezione astrale, esperienze fuori del corpo e anche reincarnazione. Secondo la sua teoria, l'energia della coscienza a un certo punto viene riciclata in un corpo diverso e nel frattempo esiste al di fuori del corpo fisico ad un altro livello di realtà e forse, anche, in un altro universo.

 Fonte: wallstreetitalia.com

martedì 17 gennaio 2017

La crema di latte profumo di limone per farcire le torte


INGREDIENTI PER FARCIRE UNA TORTA MEDIA 500 ml di latte intero 100 g di zucchero bianco 1 cucchiaino di miele 50 g di amido di mais maizena 1 bustina di vaniglia per dolci buccia di un limone grattugiato
PREPARAZIONE Facile e veloce! Versate in un tegame la maizena e lo zucchero. Versate lentamente il latte freddo e mescolate per bene, fino ad amalgamare il tutto. Aggiungete il miele, la bustina di vaniglia, e la buccia grattugiata di un limone. Mescolate e amalgamate ora a fiamma accesa, moderata, continuamente, senza mai interrompere. Poco prima del bollore, la crema si addenserà! Spegnerete la fiamma quando la densità vi soddisfa, ricordando che per farcire le torte è meglio una crema un po’ meno densa del normale!

fonte

Crema al Mascarpone


INGREDIENTI per una dose media 4 uova 100 g di zucchero 250 g di mascarpone varianti possibili: 1 cucchiaio di marsala, oppure aroma di vaniglia


PREPARAZIONE La crema al mascarpone classica deve necessariamente essere preparata con uova freschissime. Unire i 4 rossi ai 100 g di zucchero e sbattere con la frusta elettrica per almeno 10-15 minuti. Unite il mascarpone fino ad ottenere una crema densa, lavorando con una spatola in legno. Otteniamo in questo modo una crema compatta, come uno yogurt, adatto a farciture di torte, che possiamo aromatizzare aggiungendo la marsala o la vaniglia.


Tuttavia per certe ricette è necessario ottenere una crema al mascarpone voluminosa. Dunque dopo aver aggiunto il mascarpone e amalgamato per bene, montiamo a neve gli albumi delle 4 uova e li incorporiamo nella crema, mescolando dall’alto verso il basso. La crema cosi ottenuta triplicherà il suo volume, risulterà molto soffice, ma da consumare entro 2-3 giorni al massimo!


L’albume lo aggiungo solo quando ho necessità di una crema voluminosa. In alternativa può essere sostituita dalla panna montata: per 4 albumi utilizzare 100 ml di panna liquida fresca da montare senza zucchero, dopo averla tenuta per un paio d’ore in freezer.

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Crema alla Nocciola


Come fare la crema alla nocciola
La crema alla nocciola è una crema per farcire le torte dall'intenso sapore di nocciole. Per questa crema potrete utilizzare la pasta di nocciolo o le nocciole intere.


Ingredienti (per 500 gr di crema) 250 ml di latte 100 ml di panna per dolci 2 uova (i tuorli) 80 gr di zucchero (semolato) 100 gr di pasta di nocciole 25 gr di amido di mais (o maizena)

Strumenti Utilizzati
sbattitore o planetaria


Preparazione Per preparare la crema alla nocciola

1 lavorate i tuorli con lo zucchero, con uno sbattitore elettrico o una planetaria, fino ad ottenere un composto gonfio e spumoso, quindi aggiungete l'amido e lavorate ancora.


2 Ora unite la pasta di nocciole e lavorate ancora per amalgamare il tutto.

3 Mentre continuate a lavorare, a velocità bassa, unite il latte tiepido a filo.

4 A questo punto versate la crema ottenuta in un pentolino e mettetelo sul fuoco, facendola addensare mentre continuate e mescolare con una frusta.

5 Trasferite la crema in una terrina, copritela con la pellicola a contatto e lasciatela raffreddare completamente.

6 Montate la panna ed unitela alla crema di nocciole fredda.

7 Incorporate la panna mescolando senza smontarla.

8 la vostra crema alla nocciola è pronta.

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lunedì 16 gennaio 2017

Nove cose che tua madre ti tiene nascoste. Questo ti farà piangere!


Loro ci mettono al mondo e da questo momento il loro unico pensiero è il nostro benessere. Se abbiamo abbastanza da mangiare, se indossiamo abiti caldi, se siamo puliti e ordinati, se abbiamo messo in ordine la camera, rifatto il letto… Le nostre madri sono sempre lì per noi. Sembra quasi ovvio che non abbiano altro interesse a cuore che la nostra felicità. Molte volte, però, dimentichiamo che anche le mamme sono persone, animate da desideri propri e con una propria vita, e che spesso si mettono al secondo posto perché il loro amore per i figli è più grande e perché si preoccupano più per loro che per se stesse. É arrivato il momento di svelare tutti i segreti che ciascuna mamma porta con sé, ogni giorno, pensando ai propri figli.

 1. Tu sei il motivo per cui ha pianto tanto. Ha pianto dalla gioia, appena ha saputo che era incinta. Ha pianto dalla felicità quando finalmente ti ha tenuto tra le mani. Ha pianto di preoccupazione quando le cose non andavano bene e di orgoglio per ogni nuovo passo che hai fatto sul cammino della vita.

 2. Anche lei vuole l’ultima fetta. Ma, naturalmente, ti dice che è piena quando si accorge che tu vuoi ancora mangiare. Per amore puro nei tuoi confronti, la cede. E non si limita a darti l’ultima fetta di torta, ma molto di più nella vita in generale.

 3. É sempre preoccupata per te. Anche prima che tu nascessi, ha fatto di tutto per preservarti dalle cose brutte. Quando rimanevi fuori fino a tardi, ti ha aspettato. Non per disturbarti, ma per assicurarsi che tu stessi bene. Non importa se sta male o se ha il cuore infranto. Lei sarà sempre al tuo fianco. Sempre.

 4. Ha sofferto. Di tanto in tanto. La tua nascita ha rappresentato il dolore fisico più grande che una persona possa percepire. E anche i 9 mesi prima sono stati tutt’altro che facili. In seguito l’hai mordicchiata mentre ti allattava, le hai tirato i capelli, dato calci. Ma è sufficiente un tuo sorriso per farle dimenticare ogni cosa.

5. Lei non è perfetta. Forse le sue attenzioni alle volte ti danno ai nervi. Forse non ha fatto tutto bene come tu ti aspettavi. Ma cerca sempre di fare del suo meglio ed è sicuramente la maggior critica di se stessa.

 6. Le piace guardarti. Per lei è incredibilmente difficile volgere lo sguardo altrove. Dopo che finalmente ti sei addormentato in una notte insonne, e poi svegliato di nuovo con un sorriso, in quella notte le si è scaldato tremendamente il cuore.

7. Quando hai pianto, le è crollato il mondo addosso. Ogni tuo singhiozzo è una pugnalata al cuore. Per lei non c’è niente di più importante che confortarti e renderti felice.

 8. Lasciarti andare via è una perdita terribile. Lei sa fin dall’inizio che la tua vita sarà fatta di piccoli passi. Ogni passo è difficile per lei; si tratti del tuo primo amore o del primo appartamento in affitto. Quello che a te sembra un breve momento, per lei dura un’eternità. Ecco perché è così difficile.

 9. Farebbe tutto di nuovo. Nonostante tutto il dolore e ciò che ha perso, l’amore e la gioia che nutre nei tuoi confronti sono sempre più grandi e importanti. Questo è il motivo per cui farebbe di nuovo tutto da capo. Perché lei ti ama. Quando vedi tua madre, dille quanto la ami. Oppure ringraziala. Questo le farà toccare il cielo con un dito. A volte è bene ricordarsi di tutto ciò che le madri fanno per noi e di quanto ci hanno aiutato nel cammino della vita affinché potessimo crescere e maturare. Condividi questi pensieri sulla persona migliore del mondo. 


FONTE:http://www.perdavvero.com/madri-e-segreti/

Castagnole Realizzate da Silvana Portinari


ingredienti500 g di farina 150 g di zucchero 4 tuorli 1 bustina di lievito Scorza grattugiata di 1 limone 50 g di olio di mais q.b. vaniglia 100 g di limoncello 50 g di Cointreau (l’elemento liquido può essere sostituito con latte, succo d’agrumi o anche acqua) q.b. olio d’arachidi per la frittura q.b. zucchero semolato per spolverizzare
Preparazione: Amalgamare molto bene tutti gli ingredienti e farli riposare per un quarto d’ora. Ungersi molto bene le mani e formare delle piccole palline. Friggere in abbondante olio bollente. Spolverizzare di zucchero e a piacere con cioccolato fuso.